SOLILOQUI DI UN PAZZO. #prosapoetica #frammenti #monologo #poesia #artista #burocrazia#diario #letteratura

Arriva il momento nella vita di ognuno della scelte improcrastinabile per sopravvivere al mondo: diventare pazzi o adeguarsi alla cretineria. I più, manco a dirlo, scelgono di sprofondare allegramente negli abissi superficiali della cretineria, forti del moto “l’unione fa la forza”. E la cretineria condivisa ha forza d’uragano, tanto che per chi non vi si adegua non sorge minimamente il dubbio che sia un genio o un saggio o semplicemente uno che vuole conservare la sua personale visione del mondo, rispetto alla sempre dilagante imbecillità sociale. No, chi non vi si adegua è un pazzo, meritevole d’essere trattato da scemo del villaggio. Ed è giusto così: la pazzia bisogna meritarsela e poco importa se la cretineria di massa la tiene in tanto spregio.

Come Amleto, simulo la pazzia di testa per non farmi divorare dalla pazzia di pancia, quella spirale infernale generata dallo strazio di essere al mondo.

Sarebbe il momento giusto per sbattere in faccia a tutta questa merdaglia della cultura ufficiale il mio cadavere. Ma so già che non troverò mai il momento giusto per appendermi: il fermento della mia testa ha sempre bisogno di ossigeno e il solo fugace pensiero dello strozzamento mi farebbe morire. Ma voi non siete comunque riusciti a cambiarmi la mentalità. I piedi di porco del sadismo che voi chiamate misericordia hanno solamente aperto una feritoia e da quella feritoia filtra l’ossigeno di cui necessita la mia mentalità per essere di più sana e robusta costituzione. La vostra mentalità, invece, è in perenne asfissia, tanto è ermeticamente chiusa dai sigilli del politicamente corretto.

Mi si dice, in pratica, che devo essere politicamente corretto, che non devo disturbare i grandi manovratori. Come? Voi dite questo a un artista? E non lo dite come carpentieri, ragionieri o pubblici burocrati della conservazione…no, lo dite come sedicenti artisti, direttori artistici, intellettuali. Sentite, io sono soltanto un pazzo, soltanto un poeta e ho tutto il diritto di pulirmici il culo con tutta la vostra burocrazia. Ho tutto il diritto e il dovere di pulirmici il culo

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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