ETIMO E FENOMENOLOGIA DI UN SALUTO #etimologia #ciao #parole #significato #origine #comportamento

Ciao, l’italianissimo saluto universalmente riconosciuto, è quanto di più esemplare ci possa essere per dimostrare una volta di più di come l’etimologia di una parola sia in grado di disvelare come null’altro lo spirito e il carattere dei mondi a cui quella parola appartiene ed è appartenuta in ogni fase del suo sviluppo. Dalla consultazione di un qualsiasi dizionario etimologico si evince che il saluto in questione trae origine dalla forma in uso nella Venezia del settecento scla(v)o (vostro/suo), coll’intendimento di mettersi per convenzione o convenienza a completa disposizione della persona che viene riverita. La parola sclavo (schiavo), a sua volta, ha origine dal popolo slavo e si diffuse in Europa col significato che conosciamo dopo le trionfali campagne che Ottone il Grande compì in quelle vaste terre nel X secolo, riducendo in schiavitù un gran numero di prigionieri slavi.
Ritornando al nostro saluto, nell’ottocento il modo si diffuse nel Nord Italia, con la Lombardia, in particolare, a far da laboratorio, fino a giungere all’uso e alla forma attuale, per poi diffondersi in tempi successivi nel resto della penisola e nelle isole, divenendo conio per similari forme di saluto in numerose lingue europee e non solo. Ma ciò che mi urge sottolineare è come la forma di saluto in questione, nel suo percorso dall’origine all’utilizzo contemporaneo, rispecchi fedelmente il modo di amministrare la cosa pubblica e di gestire i rapporti di pubbliche relazioni da parte degli italiani, un modo sempre incline al servilismo e al vassallaggio, all’interesse privato in luogo pubblico; un modo fondato sul retaggio di un paese nato dall’assembramento più o meno coatto di grandi e piccoli potentati feudali.

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CHIMICA RARA #canzonedamore #flirt #amore #attrazione #cantautore #songwriter #songwriting

Testo e musica di Alberto Massazza; arrangiamento e cura delle immagini di Paolo Floris.

Quando un flirt, pur essendo evidente, non entra per varie ragioni il modo migliore per prendere le distanze dal vano coinvolgimento è di scrivere una canzone con riferimenti più o meno criptici alla situazione che si sperava in evoluzione ed invece è rimasta in una perdurante e snervante sospensione.

Non c’è ombra che segua i tuoi passi
non c’è luce che non sia nei tuoi occhi
i tuoi occhi come fari abbaglianti
son sentieri nel buio dei tempi.

Vorrei averti a portata di mano
osservare discreto il sereno
che si irradia nell’aria che sfiori
con la guerra che infuria di fuori.

Non c’è ombra ma un velo soltanto
che vorrei sollevarti dal volto
ma mi sfuggi e interrompi l’incanto
per paura o perché non mi hai scelto.

Vorrei averti a portata di mano
osservare discreto il sereno
ma mi sfuggi e interrompi l’incanto
per paura o perché non mi hai scelto.

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CONTENITORI E CONTENUTI ARTISTICI #arte #teatro #cinema #poesia #musica #estetica

Il teatro è in primo luogo contenitore artistico. La poesia che contiene il teatro è di conseguenza contenitore di un contenitore artistico. E la musica che contiene la poesia è contenitore di un contenitore di un contenitore artistico.

Diceva Bene, Carmelo: il cinema è la discarica delle arti. Ma quale noblesse della settima arte! La grandezza dei registi, dei Wilder, dei Ford, degli Hitchcock, dei Fellini, dei Kubrick, dei Leone; la grandezza di tali registi è stata proprio quella di partire dal presupposto che si aveva a che fare con una discarica, una pattumiera delle arti. Un contenitore anch’esso, ma di rifiuti, di scarti di produzione e riproduzione sezionati e inventariati. Per questo, il grande cinema, il cinema come arte, fiorisce nella miscela degli alti e dei bassi, della più colta citazione letteraria e della più volgare espressione gergale.

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VIAGGIO ESTATICO #musica #progressive #rock #jazzlovers #jazzrock #musicaelettronica

Musica, arrangiamento e cura delle immagini di Paolo Floris; testo e apporti melodici di Alberto Massazza

Viaggio estatico senza mete definite
nei meandri del tuo cervello
fammi entrare naufragare.
Ho le chiavi della tua mente
posso vedere come ragioni
alla radice delle emozioni
tu non puoi più mentire
non puoi vivere più sulle finzioni.
Dai bambina vieni con me
c’è un mondo nuovo che ti voglio mostrare
posto al di là del bene e del male
tu non aver paura ed io ti guiderò oltremisura
negli spazi più aperti e mai conosciuti
dove non esiste la certezza.
Ho le chiavi dell’universo
ho fatto un viaggio e mi sono perso
nell’oceano dei sogni all’incrocio di mondi
molto differenti per natura.
Dai bambina sciogli il tuo corpo
lascialo andare in danze tribali
alla scoperta di nuove stagioni
in questo viaggio estatico senza mete definite.

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L’ACCENTO DEL DEMONE #poesia #anima #daimon #pensiero #religione #morale #libertà

#PoesiaeVita #poetiitaliani #poesiaitaliana #filosofia #spirito

Albertomassazza's Blog


laocoonte

Girava e rigirava i pollici,
lo scavezzacollo; nella gabbia
dell’impaziente attesa,
l’anima in pena
odorava di santità
respinta ancora in erba,
ma dal brillio dell’occhio
s’appalesava la possessione
di un dèmone introspettico.
Non si pronunciava,
all’ombra della croce,
la parola sdrucciola
e lo spirito altro,
l’accento in piano variato,
la maledizione
si ritrovò addosso.
Pensare che sentiva
la fioritura dissacrante
come una vocazione
di cui omaggiare il mondo,
slegarlo da catene
e penitenze, dall’atroce
supplizio del solenne.
Non fu mai messo al rogo, certo,
ma indotto alla quotidiana
abiura del suo equilibrio
centrato sulla pancia.

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AMARO AMARE #poesia #amore #memoria

#VentagliDiParole #ScrivoDellEssere #MondoDiVersi

Albertomassazza's Blog

adamo eva rubens

Non mi è rimorso il volontario
esilio, la cernita sospesa
tra l’amore che nega il sangue
e l’amore che annega nel sangue.

Non qui sta il filo della trama;
qui non richiama della memoria
il tarlo: grava la vita solitaria
non altro che in evanescente compagnia.

Amore, compenetrante amore, amore
che non lascia alternativa: tu
non mi sei mai appartenuto, io
non ti son mai appartenuto.

Amore vagheggiato, enucleato,
amor di rullo armato, amar
padrone: mi sorprendi prono,
ma fermo nel distacco.

L’arbitrio di quale buco nero
stabilì l’unità di misura
per la siderale distanza
della mia inappartenenza?

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IMMAGINAZIONE E POTERE. #fantasia #creatività #politica #progresso #burocrazia

“L’ immaginazione al potere” gridavano i giovani nel ’68, manifestando tutta la loro ingenuità stratificata da migliaia di generazioni fino allora costrette dentro al guscio. Ma l’ingenuità non stava nel credere possibile la realizzazione di una utopia. No, affatto: l’immaginazione al potere non è utopia, ma, per quanto in modo latente, prassi. Si, l’immaginazione, quando è stata libera di svilupparsi, ha sempre esercitato in modo travolgente il suo potere. Ci volle una grande immaginazione per conquistare la stazione eretta, come per addomesticare fuoco, piante e animali; ci volle e ci vuole una grande immaginazione per ogni piccola o grande conquista civile. Nessun sistema politico o di mero potere può rimanere a lungo impermeabile alla prorompente carica rivoluzionaria dell’immaginazione. Dunque, l’ingenuità non stava nel credere realizzabile un’utopia che in fin dei conti non era tale; piuttosto, nel non aver capito fino in fondo di come la dilagante società dei consumi e dello spettacolo, con la sua omologante globalizzazione dei gusti e del pensiero, stesse togliendo spazio all’immaginazione; e soprattutto, di come quest’asfissia non avvenisse nelle stanze del potere, ma nella mentalità degli individui.

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