DUE NOTE A MARGINE DELLE MIE POESIE #Poesia #dio #appartenenza

Gran Sadico
Il Gran Sadico non è esattamente dio, piuttosto l’idea che l’umanità, almeno in una sua parte preponderante, si è fatta di dio. Il Gran Sadico è il dio che si vuole misericordioso (quindi buono e giusto) e al contempo demiurgo (quindi crudele e arbitrario, al di là del bene e del male). Il Gran Sadico è il dio che dilania Osiride, manda il rapace a rodere il fegato di Prometeo incatenato, crocifigge Cristo. Dai baluardi della conservazione, il Gran Sadico lancia le sue frecce avvelenate su ogni empito di trasformazione, su ogni ribellione capace di azionare i meccanismi dell’autentico progresso.

Randagia indolenza
Mi chiedono come il moto perpetuo del randagismo possa essere associato all’immobilismo dell’indolenza. Bisogna andare alle fonti del malessere: l’origine dell’indolenza sta nel non sentirsi parte, nel non appartenere fino in fondo. Il mancato coinvolgimento inaridisce ogni entusiasmo e così si scivola verso la deriva dell’indolenza. Ma la mancata appartenenza, il non aver casa porta al nomadismo, al perpetuo errare, al randagismo. Ecco perché il passo del randagio è sempre trascinato, indolente, appunto.

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LA VITA STORTA #poesia #destino #vita

Sorte, che hai sempre gusto
d’intraversarti nel mio sentiero
malinconico, dimmi almeno,
ti prego, se sono io ad esser
maldisposto, per via della mia psiche
sempre pronta a darmi
ai piedi la zappata, o se,
piuttosto, sorte, il gusto
che dimostri non origina d’altro
che dal capriccio del tuo arbitrio.
O forse, sorte, era tutto lì,
in quella pelle d’oca effimera,
nel sottile imbarazzo che ad altri
genera emozione e a me pareva
soffocare la randagia indolenza
del mio ostinato istinto.
Il non cogliere questo
è stato il nido giusto
per allevare la mia maledizione,
la sindrome dell’ultima spiaggia
che non è mai l’ultima,
ma solo la replicata parodia
della mia fallita redenzione.
No, la vita storta, sorte,
non si dispone di traverso
per una innata volontà,
ma per gli accidenti
che getti a caso nel percorso.

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AMPSICORA E LA RESISTENZIALE SARDA #guerrepuniche #sardegna #roma e

#Sardegna #Archeologia #Punici

Albertomassazza's Blog

sardiPersonaggio quantomai controverso della storia e della mitologia sarda, di volta in volta considerato come il primo patriota della RESISTENZIALE SARDA, come un protagonista periferico di una guerra tra invasori a cui i sardi veri furono indifferenti o come pura leggenda funzionale alla glorificazione della Repubblica, Ampsicora ha comunque conquistato un ruolo di primo piano nell’immaginario identitario sardo. A lui sono state intitolate vie e piazze pressoché in tutti i centri abitati dell’isola; a Cagliari, portano il suo nome la più antica polisportiva cittadina (con prestigiosi risultati ottenuti nella ginnastica, nell’atletica leggera e soprattutto nell’hokey prato, in cui risulta la squadra più titolata d’Italia)  e lo stadio (e per estensione, il quartiere adiacente) in cui il Cagliari di Gigi Riva vinse lo scudetto nel 1970. Ma tutto quello che sappiamo di lui, lo si deve a uno storico romano, Tito Livio (ripreso decenni più tardi da Silio Italico), vissuto due…

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WELTANSCHAUUNG #Filosofia #Mondo #Pensiero

Se c’è una cosa che più d’ogni altra rende la Germania e i tedeschi degni della massima ammirazione è la capacità di esprimere, con una parola composta da altre due, concetti filosofici dal respiro straordinariamente ampio. Tra le tante, Weltanschauung, formata dalle parole Welt (mondo) ed anschauung (visione), è sicuramente tra le più rappresentative e fortunate. Introdotta per la prima volta sul finire del XVIII secolo da Imanuel Kant nella sua Critica del giudizio, venne subito ripresa dagli idealisti e romantici tedeschi, tanto da entrare in breve tempo nel vocabolario di uso comune. La grande diffusione agli inizi del XX secolo nei campi scientifici più disparati, ne ha fatto uno dei pochi termini germanofoni entrato nei dizionari delle altre lingue e utilizzato non solo dalla cerchia di studiosi e scienziati.Il successo di weltanschauung si deve alla sua sostanziale intraducibilita e all’ampia portata della sua significanza, in grado di comprendere l’idea del mondo sia da un punto di vista individuale che collettivo, che abbraccia l’osservazione della realtà quotidiana come l’analisi scientifica specialistica, la riflessione razionale come l’intuizione spontanea.

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SCHEGGIATURE #Aforismi #poesia #alienazione

Fiuta l’aria lo straniero
ed inocula tossine,
mentre cerca il muro giusto
dove sbattere la testa.

Nella scheletrica giungla dei simboli, il menù dell’appartenenza offre l’imbarazzo della scelta, ma lui non si accontenta di calarsi nei panni del suo personaggio.

La professionale cialtroneria degli intellettuali fondatamente argomenta sullo spessore e l’essenzialità del superfluo.

I narcisetti della falsa modestia ormai son giunti al delirio epico, sorretti dall’onnipotenza mediatica del mercato globale dei buoni sentimenti.

La meccanica del sorriso non spalanca i cancelli del paradiso, ma aziona la ruota dentata del quotidiano adeguamento all’ovvio.

Restate umani, ma umanitroppoumani: tra il bianco e il nero, io scelgo ancora di non scegliere.

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ASSOLATO ASSOLUTO DISSOLTO #poesia #sole #essere

Albertomassazza's Blog

Immag0845

Al sole che in bronzo
la sua pelle volgeva
e il fitto riccio imbiondiva,
con grave scandalo, per l’aurea
chioma estiva, della zia
Vittorina: s’era convinta
la pia donna che fosse
un vezzo della madre,
per mezzo dell’acqua
ossigenata. Al sole
che dispensava, il marinaio,
evasive promesse d’assoluto,
per meglio torturare poi,
con sommo gaudio, l’ingenuo
intrappolato ibrido in tesa
ragnatela del Gran Sadico.
Al sole, di secco sale
l’acerbo corpo lasciato
a incanutire, dal mare grembo
accolto lo straniero, il cinico
battesimo del padre,
il salvataggio repentino
della madre: l’avessero
lasciato all’abbandono,
lo scherzo del Gran Sadico
che ingentilisce animi
per destinarli alla fossa
dei leoni, estetico martirio.
Al sole squartatore s’offriva
il dissoluto in erba,
in assolato assoluto dissolto,
l’umano vulnus e il sanguinante
cuore ingigantiti
da sacri fuochi fatui.

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POTERE E NATURA #politica #forza #giustizia

Il potere in sé, come rapporto di forza tra differenti energie, è una legge naturale. La natura prescrive che ci siano dominanti e dominati, ma anche che si raggiunga un equilibrio nei loro rapporti, che non ci sia crudeltà gratuita, che ognuno conservi il proprio spazio di dignità e che abbia le proprie soddisfazioni.
L’umanità ha confuso le cose: ha espanso l’idea del potere come legge naturale, allargandola al concetto dell’esercizio del potere, dunque non nell’immutabilità e nella saggezza dei rapporti di forza tra le differenti energie, ma nel modo di gestire il potere nel tempo stesso della sua attuazione reale. Nell’umanità, l’esercizio del potere non proviene direttamente dal codice naturale, ma dalla propensione all’arbitrio del potere stesso. Piuttosto, all’ordine naturale può essere riportata questa propensione all’arbitrio, come strumento adottato dal potere per la sua conservazione. Portando l’esercizio del potere nella sfera dell’immutabile legge naturale, il potere legittima la conservazione del suo arbitrio.

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