DISGELO #Poesia #affinità #amore

Sciogli questo nodo, Sfinge
consolatoria, sciogli questo nodo
e lascia che il diamante dei tuoi occhi
converga col più penetrante raggio
di sole e sbrogli questo groviglio
di umori che m’ingolfa tra la gola
e il diaframma; lascia che l’invisibile
fuoco recida le funi dell’ego burattinaio
che mi costringe alla maschera del ridicolo.

Che la mia lingua si secchi al solo
pronunciare la parola io, che mi
confonda, che finalmente sperimenti
il calore dell’appartenenza.

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CAGLIARI, ARTAUD E LA PESTE #sardegna #teatro #premonizione

#AntoninArtaud #peste #Cagliari

Albertomassazza's Blog

artaudNon mi è dato sapere come Antonin Artaud, uomo di teatro e intellettuale tra i più significativi del novecento, sia venuto a conoscenza di questa storia. Lui fa riferimento a una relazione contenuta negli archivi cittadini, ma su internet, personalmente, non sono riuscito a trovare altre notizie del portentoso evento, oltre al suo racconto dettagliato, ma contenente un’evidente incongruenza. Artaud, nel suo aneddoto, narra di una vicenda accaduta tra la fine d’aprile e l’inizio di maggio del 1720, al Viceré di Sardegna (Barone di) Saint-Remy, ma il titolare della carica e del titolo, Filippo Guglielmo Pallavicino, sbarcò in Sardegna solo nel luglio di quello stesso anno e ricevette ufficialmente l’incarico il mese successivo. In quella primavera, il Viceré in carica era ancora lo spagnolo Gonzalo Chacon. Per il resto, la storia narrata dal grande turco-marsigliese appare talmente intrisa di leggenda e di soprannaturale che non può non avere salde radici…

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L’ANELLO MANCANTE #poesia #amore #vita

Dov’è la leva che raddrizza
questa luce obliqua che beffarda
m’accompagna fin dal giorno
in cui mossi i miei primi passi?

Sta forse nella scintilla inesauribile
che scaturisce dai tuoi occhi fieri,
immalinconiti dal presentimento
di non essere mai nel posto giusto?

Così familiare quell’aria vaga
di chi non partecipa mai fino
in fondo, né mai si sente parte
di un tutto che non ha sapore d’assoluto.

Nel segno del tuo nome è sottinteso
che non esiste verità inconfessabile
ed ogni grazia gratuitamente dispensata
ha un inatteso conto da saldare.

Affonda ancora con infinita tenerezza
il graffio della tua voce da contralto.

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ESSENZE DELLA CREAZIONE ARTISTICA #estetica #arte #poetica

La nascita della tragedia dallo spirito della musica: ilo saggio che pose il giovane Nietzsche all’attenzione del mondo intellettuale europeo racconta già dal titolo un’intuizione capace di guidarci verso ragioni e finalità, urgenze ed esigenze del fare teatro; e questo innanzitutto su un piano di fenomenologia antropologica, prima che di dinamica sociologica. A patto che non si ingabbi il concetto di musica in ciò che tecnicamente chiamiamo musica, ma lo si allarghi, meglio, lo si anticipi andando ad abbeverarsi alle sorgenti stesse del fare musica. Una sola parola può comprendere queste sorgenti in tutta la loro plurivocità: stimmung, termine altrimenti intraducibile, in quanto ricco di sfumature che descrivono in ogni particolare il percorso evocativo di un sentimento dal suo scaturire interiore ed individuale (stato d’animo) al suo manifestarsi esteriore e generale (atmosfera). IL termine baudelairiano spleen, pur rappresentando un percorso simile, lo limita alle zone d’ombre, alle sorgenti del malessere. Così come il benjaminiano aura comprende solo l’epifania del sentimento, la fioritura della stimmung. La musica offre la possibilità di dar corpo alla stimmung senza alcun filtro, data la caratteristica di assoluta intangibilità della sua espressione artistica. Ragionamento, questo, che può essere esteso alla poesia, a patto d’intenderla come sorgente. Da qui, dallo spirito della musica (o della poesia) il teatro può muoversi sulle sue gambe e portare a fioritura la sua poliedrica capacità evocativa.

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SENTIERI IGNORATI #poesia #poeti #dei

Ma il primo che si mise
sulle tracce degli dei fuggiti
fu il folle del Neckar
o molto prima ancora
l’eleusino? E quanti altri
ancora si misero sulle tracce
del primo poeta che si mise
sulle tracce degli dei fuggiti?
E quanti altri ancora e ancora
e ancora si misero sulle tracce
dei poeti che si misero
sulle tracce del primo poeta
che si mise sulle tracce
degli dei fuggiti? Decine
e decine e centinaia, ma i passi
indifferenti dei popoli mai
si mossero per seguire quei passi.

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DEMOCRAZIA E VACCINO #politica #elezioni #governo

Era il 26 marzo del 2001 quando, un mese e mezzo prima del secondo trionfale ingresso a Palazzo Chigi di Berlusconi e 5 mesi e mezzo prima delle Torri Gemelle, in un’intervista a Laura Laurenzi di Repubblica, Indro Montanelli (che, tra l’altro, sarebbe morto tre mesi e mezzo dopo) considerava l’imminente nuovo avvento berlusconiano una vera iattura, una malattia per la quale era necessario un vaccino, consistente in un’iniezione di politica berlusconiana prolungata per un’intera legislatura.
Non mi pare azzardato pensare che, fosse ancora vivo il grande toscanaccio, allo stato attuale delle cose, un simile corrosivo pensiero non lo rivolgerebbe più all’ex cavaliere (il quale, d’altronde, nonostante vi sia stata una terza per quanto parziale iniezione, sta ancora lì a sperare legittimamente di poter dire la sua); piuttosto, bersaglio dell’Indro nazionale sarebbero con ogni probabilità i pentastellati, ironia della sorte paladini della cazzonaggine antivax.
Sempre che l’Italia, capace comunque di sopravvivere alle reiterate iniezioni berlusconiane (il quale Berlusconi, bene precisarlo, aveva un tessuto sociale ed economico alle spalle), riesca a sopravvivere ad un’iniezione di grillismo (il quale, per contro, non esprime alcun tessuto, ma solo velleità individuali e di massa).
O forse, vista l’inerzia che si avverte di questi tempi, bisogna rassegnarsi al fatto che ogni decadenza, tanto più una lunga 50 anni come quella italiana, necessita della calata dei barbari, per potersi trasformare, dopo la rigenerante apocalisse, in una nuova luminosa rinascenza.

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TRE QUINTETTI PER UN’ETICA DEGLI UMORI #poesia #morale #anima

Io ideologizzo la mia luna storta,
dal malumore fiorisce il mio sistema,
ma è solo per legittima difesa,
per non offrire i nodi del mio collo
ai denti aguzzi della vostra compassione.

Nel flusso continuo, il cattivo sangue
alterna onde di piena alla calma dei sensi
ed il suo agire domina gli eventi,
mettendo in fuorigioco il bene e il male
e rovesciando la misura del valore.

E ancora mi si chiama artista
maledetto, ma il primo maledetto
artista fu il demiurgo per antonomasia,
Prometeo: l’iniqua legge della conservazione
dal giusto morto in croce fu sancita.

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