ALBA SU MOLENTARGIUS #poesia #natura #ambiente

Per meglio immortalare
dei Sette Fratelli il granitico
abbraccio, il sole sorge
istantaneo in quotidiana
incoronazione e tinge, imitando
del Greco il tocco sulfureo,
le salse vasche rosate
e la palude dove sonnecchia
ancora il fenicottero.
Leonardesca sfuma in lontananze
la teoria dei lunghi promontori,
a gara distesi a recingere
il Golfo degli Angeli.

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MALEDETTE MEMORIE PASQUALI! #racconto #prosa #ricordo

Albertomassazza's Blog

agnelloTerzo ed ultimogenito, educato nei valori dell’eguaglianza e della giungla. Inconsapevolmente londoniano, dunque.

Il Venerdì della Passione, l’apprendista maledetto lo passava accompagnando la zia santa e un po’ bigotta nella sua domestica Via Crucis. Non è metafora: ella aveva adibito realmente una stanza della sua umile ma spaziosa dimora a personale Cappella; non per vezzo o propaganda, come i gran signori del Rinascimento, ma per impedire che la mondanità dell’affollata parrocchia, dedicata alla madre dell’imperatore che vinse nel segno, potesse corrompere la sua intima e autentica comunione in Cristo. La zia non nel segno, ma nel nome aveva la Vittoria! La zia pittrice, manco a dirlo, devozionale! La zia infermiera; ma che dico, taumaturga! Fu lei a diagnosticare per il suo ginocchio, scontratosi con un abbeveratoio di marmo inopinatamente posto in mezzo al giardino, un doveroso ricorso ai punti di sutura che il di lei nipote e il di lui…

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ANTIDEMOCRATICITA’ DELLA RELIGIONE #potere #sacro #tradizione

Data la religione come strumento del potere per incanalare il naturale sentimento del sacro nella prospettiva della conservazione del potere stesso (strumentalizzazione che si manifesta a partire dall’invito alla rassegnazione e all’obbedienza nei confronti della gerarchia del potere costituito), il suo (della religione) tendere esclusivamente alla conservazione la pone in aperto e insanabile contrasto con la democrazia, in quanto questa, lungi dal vederne la connotazione peculiare nell’espressione multiculturale(come se la multiculturalità non fosse stata comune a tanti regimi del passato prossimo e remoto, tutt’altro che democratici),ha il suo motore primo nel divenire della dialettica potere-consenso. Tale essere in divenire pone la democrazia in posizione antipodica rispetto alla conservazione, in quanto appunto generata dal vortice di trasformazione del divenire che scaturisce dalla dialettica potere-consenso. Ciò non significa affatto che il divenire (e la democrazia) nega e rifiuta la tradizione; semplicemente non la cristallizza nel dogma dell’immutabilità, ma la accoglie nel vortice della trasformazione e la proietta nel divenire.

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LA BOCCA DI LEONE #poesia #fiori #natura

#VentagliDiParole #Poesia

Albertomassazza's Blog

bocca di leoneChe ci si possa beare della vita
dove la vita non è altro
che miseria, come coriacea bocca
di leone che sfida solitaria
le inviolate leggi della fisica!

Abbarbicata ai nudi sassi, s’inerpica
eremitica sui muri e sui dirupi,
tingendo l’aria di tenui toni
porporini, sberleffo spudorato
all’ordinaria cura dei giardini.

Tra le pietre, le basta una fessura
e pochi grani di terra aleatoria,
deposta dal vento e dalla pioggia;
la proletaria urgenza della vita
esplode imponderata in grappoli
sgargianti; mediterranea e solatia,
in penduli sprazzi di colore rompe
con la monotonia del mondo usato.

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ALL’OMBRA DEL GRAN SADICO #poesia #spiritolibero #dio

Albertomassazza's Blog

Moe-Thorkillus_UtgarthilocusNon ha ceduto il passo
al misericordioso ricatto
del Gran Sadico,
le lacrime stillate
in fondo al pozzo,
l’eterna parodia
del paradiso.

Oh, la reiterata insulsaggine
dei buoni sentimenti
ed il pesante sguardo
che trapassa il cono
d’ombra della maschera
del sacro.

Oh, l’artificio della naturalezza
nella solenne cappa soffocante
dell’idiozia rituale,
il ghigno ipocrita
e paterno del Gran Sadico,
arbitrio eterno
che del potere fa
legge di natura.

Ma non negli alti
cieli è la sua casa:
alberga nei risvolti
delle parole mezze,
dette da frombolieri anonimi
che lesti nascondono la mani.

Non ha ceduto
e ne ha pagato il pegno,
della maledizione
il segno inciso
di suo pugno,
il marchio a fuoco
delle bestie rare,
senz’occhio in cui
specchiare l’amaro abisso
di un cieco amore
allergico alle redini.

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LE CENERI DI SCHOPENHAUER #poesia #volontà #rappresentazione

La volontà è rappresentazione!
Non c’è spazio, né tantomeno
distinzione nel mondo buono
e giusto della mono-dimensione.
La volontà è rappresentazione!
Il di per sé la sconfitta senza
condizione accetta e si allinea
alla sagoma della convenzione.

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L’EFFETTO MACRON #politica #governo #elezioni

Non appena l’estate volgerà al suo termine naturale, l’Italia entrerà nel vivo di una campagna elettorale cruciale come poche altre nella storia repubblicana. La perdurante incertezza economica e lo stravolgimento geopolitico, con il lento tramonto americano ( accelerato dall’inadeguatezza di Trump), il consolidamento delle superpotenze russa e cinese e l’infinito temporeggiamento dell’Europa di fronte alla necessità di trovare una politica comune, fanno presagire che nel quinquennio 18-23 sarà fondamentale che alla guida del paese ci sia una visione programmatica chiara e priva di quei tentennamenti fatali ad ogni coalizione eterogenea.
Dal centro (un centro che allargandosi potrebbe facilmente divenire maggioritario) si invoca l’effetto Macron e si ricerca il candidato ideale a rivestire i panni del giovane presidente francese. Ricerca facile facile, dato che l’unico in grado di intestarsi un’operazione simile a quella di Macron e di dotarla di chance di successo è l’ex premier e segretario del Pd, Matteo Renzi. Oltre alla giovane età, Renzi condivide con il neo presidente francese una certa propensione alla trasversalità e la capacità di fiutare l’aria e di porsi come porta del divenire. Il problema è che, mentre Macron ha avuto una carriera defilata nel suo partito d’origine, l’ex premier italiano è da diversi anni figura centrale del Pd, nonché attuale segretario; ergo, la sua eventuale fuoriuscita dal partito, per creare un movimento capace di staccarsi dai condizionamenti ideologici, risulterebbe ben più problematica. Perché, sia chiaro, che per divenire il Macron italiano, Renzi deve per forza di cose uscire dal perimetro del Pd, senza preoccuparsi delle sorti del partito, destinato ad evaporare nel caso che, dopo tante microscissioni attuate o minacciate, arrivasse la scissione dei renziani.

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