DA CHARLOT A MONSIEUR VERDOUX #Chaplin #cinema #comicità

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charlotFiglio di artisti di varietà di scarso successo, Charles Spencer Chaplin nacque a Londra nel 1889. La sua infanzia trascorse tra studi incostanti e piccole partecipazioni negli spettacoli in cui era impegnata la madre. Nel 1906, il fratello maggiore Sidney riuscì a farlo assumere nella compagnia di Vaudeville diretta dal geniale Fred Karno, autore e produttore a getto continuo di spettacoli che riempivano i teatri popolari inglesi. Charles divenne rapidamente una delle attrazioni principali dei varietà di Karno, spartendosi il ruolo di primo comico con un altro giovane destinato a un grande avvenire hollywoodiano, Stan Laurel. La compagnia nel 1910 affrontò il primo tour all’estero, in Francia, e l’anno successivo fu la volta degli Stati Uniti, ma senza destare molto interesse. Diversamente andò con la seconda tournée americana che diede occasione al debutto di Chaplin nel cinema. Mack Sennet, attore, autore e produttore di cortometraggi comici, lo notò e gli…

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MAGRA DAGLI OCCHI LUSTRI di Camillo Sbarbaro. #poesia #poesie #poesía #poeta #poetrycommunity #poetrylovers #actorslife #actors #voiceacting #voiceactor

Magra dagli occhi lustri, dai pomelli
accesi,
la mia anima torbida che cerca
chi le somigli
trova te che sull’uscio aspetti gli uomini.
Tu sei la mia sorella di quest’ora.
Accompagnarti in qualche osteria
di bassoporto
e guardarti mangiare avidamente.
E coricarmi senza desiderio
nel tuo letto…
Cadavere vicino ad un cadavere,
bere dalla tua vista l’amarezza
come la spugna secca beve l’acqua.
Toccare le tue mani i tuoi capelli
che pure a te qualcuno avrà raccolto
in un piccolo ciuffo sulla testa;
e sentirmi scostato dai tuoi occhi
ostili, poveretta; e tormentarti
domandandoti il nome di tua madre…
Nessuna gioia vale questo amaro:
poterti fare piangere, potere
piangere con te.
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LA ZIQQURAT DI MONTE D’ACCODDI #archeologia #sardegna #preistoria

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monte d'accoddi

Nel piano di rilancio regionale susseguente alla fine della II Guerra Mondiale, vennero decisi degli interventi per il recupero del patrimonio archeologico sardo. Nel nord della Sardegna, in particolare, su interessamento diretto dell’allora Ministro della Pubblica Istruzione e futuro Presidente della Repubblica Antonio Segni, giurista di fama e appassionato di archeologia, l’attenzione si focalizzò su una collinetta artificiale sita in prossimità della strada che collegava Sassari a Porto Torres e nota come Monte d’Accoddi. Per l’eminente politico sassarese, la collinetta avrebbe potuto nascondere un tumulo simile a quelli dell’Etruria, ma l’opinione più ricorrente tra gli studiosi era che si trattasse di uno dei tanti nuraghi della zona. Tale era il parere anche di un giovane archeologo sardo in servizio alla Soprintendenza di Bologna, Ercole Contu, che, vista la penuria di archeologi in Sardegna, fu richiamato suo malgrado nell’isola per avviare la campagna di scavo nel 1952. Dopo aver vanamente ricercato l’ingresso della…

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SUL CONCETTO DI CLASSICO #arte #estetica #ideale

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laocoonte

Secondo l’etimologia, il termine “classico” fa riferimento, già dai tempi di Servio Tullio, alla classe più agiata e nobile della popolazione, da prendere come guida e modello. Fu Aulo Gellio, nel II secolo d.C., il primo a traslarne il concetto in ambito estetico, definendo “classicus auctor” lo scrittore eccellente, magistrale. Nel corso della storia, il termine ha assunto differenti sfumature, generando anche delle contrapposizioni molto accentuate, come la polemica tra classicisti e romantici all’inizio dell’ottocento.

Nella storia dell’arte si parla di classico innanzitutto in riferimento all’arte greca e latina, ma allo stesso tempo, lo storico greco intende il periodo che va dalla maturità civica alla morte di Alessandro Magno e il latinista non avrebbe difficoltà a definire classico il periodo che va dalla Repubblica matura ai primi secoli dell’Impero. C’è sempre un classico più classico degli altri!

La modernità ha moltiplicato esponenzialmente le occasioni buone per usare questo termine. Per…

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SEMINARIO #poesia #poesía #poesie #poeta #poetrycommunity #poetrylovers

Ho seminato vento e giustamente

Ho raccolto tempesta.

Ho seminato al vento e dunque

Un angolo di cielo dev’essere

Senz’altro fiorito per me.

Ma allora perché tanto indugio?

Se la tempesta l’ho raccolta

Repentino e con interessi ad usura,

Perché tanto attendere

Nel mortificante reiterato quotidiano

Quando un angolo di paradiso

Autentico è già pronto per me?

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CREPUSCOLO #poesia #poesía #poesie #poeta #poetrycommunity #poetrylovers #poets

Potesse scivolare questa sera

Per giungere al fondo d’ogni cosa

E chiusa la parentesi mondana

Riassaporare il gusto della sfida.

Tutte le ipocrisie del mondo

Ho attraversato e non ho mai ceduto

Alla sorniona tirannia del cuore

Che tutto regge, come la terra Atlante.

Gli avvoltoi della misericordia

Volteggiano leggeri

In un cielo imperturbabile

Che sgocciola di usura.

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CALCIO E ANARCHIA. #calcio #football #mondiali #mondialiQatar #Messi #Maradona #Ronaldo #Pelé

Il calcio ha bisogno di anarchia per appassionare ed è per questo che non si possono paragonare le star di oggi con i fuoriclasse del passato. L’anarchia nel calcio è l’impensabile che non solo viene pensato, ma anche realizzato dal fuoriclasse. Il giocatore comune poteva realizzare l’impensabile una o qualche volta nell’arco di una carriera, il fuoriclasse rendeva l’impensabile (e dunque l’anarchia) sistematico; un sistematico che vitalizzava il Sistema, il governo ponderato dell’agone prativo. L’ultimo anarchico del calcio è stato Ronaldo il fenomeno, che paradossalmente è stato anche il primo campione del post-football. Infatti, il fuoriclasse brasiliano da una parte è stato l’ultimo in grado di sovvertire da solo la routine, ma la particolare connotazione del suo football, basata sulla velocità e sul controllo nella velocità, ha reso il gioco di squadra ininfluente in sua presenza. Non si poteva dire di certo che faceva girare la squadra, marchio di fabbrica dei fuoriclasse che l’hanno preceduto, da Pelé a Maradona, da Crujiff a Best, da Rivera a Riva, da Falcao a Platini, da Zico a Baggio. L’anarchia del fuoriclasse era talmente carismatica che il Sistema ne era condizionato profondamento. Gli interessi economici hanno portato il Sistema ad essere troppo pervasivo, perché l’economia deve ridurre al minimo l’imponderabile. L’anarchia del fuoriclasse ha dovuto essere inglobata dal Sistema e farsi routine. Questo è evidente se si medita un attimo sull”estetica del calcio. In passato il gesto estetico appariva come un’epifania improvvisa, qualcosa di inaspettato ma con un profondo legame con lo sviluppo del gioco. Oggi il gesto estetico appare scientifico, ricercato, sempre a favore di telecamera, apparentemente indipendente dal Sistema, ma in realtà del tutto subordinato ad esso (abbiamo negli occhi l’investitura di Messi da parte dell’emiro del Qatar!).

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GIAN MARIA VOLONTE’, ATTORE OLTRE L’ATTORE #volontè #cinema #impegno

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volontè

Ci sono diversi tipi di attori: i cani, i mediocri, i bravi e i grandi. Poi ci sono i fasci di luce, molto rari, quelli che trascendono l’arte dell’attore; quelli che, per dirla con Artaud, si fanno geroglifici viventi, carichi di significati e di sacralità. Gian Maria Volonté era un fascio di luce: fare l’attore, per lui, non era nè un vezzo, nè una passione, ma una missione, una testimonianza di verità. Basterebbe confrontare i suoi primi piani con quelli di Eastwood, nei film di Sergio Leone (uno che taeva espressione anche dalle pietre), per rendersene conto. In Eastwood, Leone esalta ogni micromovimento, ogni particolare per riempire lo schermo; con Volontè, tutto si fonde e trascende in qualcosa di altro e di oltre. La narrazione lascia il posto alla poesia, all’epica senza retorica delle miserie umane. Eastwood intrattiene, Volonté va dritto alla coscienza individuale e collettiva.

Accanto alla forza magnetica…

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L’INVETRIATA di Dino Campana #poesia #poesie #poeta #poetry #poetrycommunity #actorslife #actors #voiceacting #voiceactor

La sera fumosa d’estate
Dall’alta invetriata mesce chiarori nell’ombra
E mi lascia nel cuore un suggello ardente.
Ma chi ha (sul terrazzo sul fiume si accende una lampada) chi ha
A la Madonnina del Ponte chi è chi è che ha acceso la lampada? — c’è
Nella stanza un odor di putredine: c’è
Nella stanza una piaga rossa languente.
Le stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto:
E tremola la sera fatua: è fatua la sera e tremola ma c’è
Nel cuore della sera c’è,
Sempre una piaga rossa languente.

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CASTEL DI CASTRO #cagliari #medioevo #pisa

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Con il definitivo spostamento della capitale del Giudicato di Cagliari da Karalis a Santa Igia, avvenuto non più tardi del tentativo d’invasione arabo del 1015-1016, il territorio in cui sorgeva l’antica città, già provato dalle scorribande barbariche e saracene per tutta la seconda metà del I millennio, venne progressivamente abbandonato dalla popolazione. All’inizio del XIII secolo, i Pisani, già da due secoli assidui frequentatori dell’isola, al pari dei rivali genovesi, iniziarono ad interessarsi al colle che dominava da una posizione centrale ed elevata il territorio della città abbandonata, come luogo ideale per stabilire un presidio di salvaguardia degli interessi commerciali e territoriali che la Repubblica Marinara aveva nel sud dell’isola. A tale scopo, nel 1217 i fratelli Ubaldo I e Lamberto Visconti, rispettivamente Podestà di Pisa e Giudice di Gallura, costrinsero la Giudicessa cagliaritana Benedetta di Lacon-Massa a cedere il colle e a fare un formale atto di vassallaggio nei…

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