INSOLITO SOLITARIO #Poesia #vita #esperienza

Ma tu che vita vuoi, Alberto?
Una vita! Una vita! Una vita
che non sia mai stata vissuta
e non si faccia minimamente
scrupolo d’essere vissuta
fino in fondo. Una vita che sia
consapevole del sangue da versare
per imprimere la propria traccia
nel sottobosco dell’ignava realtà.
Voglio una vita che non sia
mansueta e guardi in faccia
la crudeltà; una vita che mai
sia rassegnata allo strazio
della cordiale convenienza.
Ma tu non vuoi una vita, Alberto,
ma dieci, cento, mille! Dateme
una, solamente una, ma che sia
autentica, ma che sia unica
e ne vivrò milioni, senza mai
mettere alcuna maschera.

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ARTHUR GORDON PYM #edgarallanpoe #romanzo #narrativa #letteratura

Albertomassazza's Blog

arthur gordon pym

Unico romanzo di Edgar Allan Poe, Le avventure di Arthur Gordon Pym non riesce a mantenere la tensione narrativa costantemente ai livelli dei più riusciti racconti, ma, ciò nonostante, contiene in sè una tale quantità di elementi interessanti, da poter essere annoverato tra le opere fondamentali del genio di Baltimora.

In breve, la storia: il giovane Arthur Gordon Pym (da notare il doppio nome seguito da cognome di tre lettere con iniziale P, a certificare l’identificazione con l’autore), amante dell’avventura, riesce a imbarcarsi clandestinamente su una baleniera dal porto di Nantucket (lo stesso del Moby Dick), grazie all’amico Augustus, figlio del capitano. Arthur dovrebbe stare nascosto fino a quando la baleniera non sia abbastanza al largo da rendere impossibile un rientro per sbarcarlo a terra. Nel frattempo, Augustus dovrebbe portargli i rifornimenti di nascosto. Ma dopo qualche giorno, l’amico non si fa più vivo, fino a quando non gli fa…

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I TRE GRADI DEL SACRO #Religione #Potere #Sacro

La religione è lo strumento che il potere utilizza per controllare la spontanea religiosità generata da un comune sentimento del sacro che si diffonde nel tempo e nello spazio.
La religiosità non è, dunque, effetto della religione, ma sua parziale causa. La religiosità anticipa la religione, non ne è conseguenza.
La religione omologa la religiosità e la guida sulla strada della conservazione del potere. Quando il sentimento del sacro (che per sgorgare necessita di un processo interiore individuale), in un determinato spazio e in un determinato tempo, sfocia in un culto condiviso, per via, ad esempio, della suggestione esercitata collettivamente da accadimenti memorabili avvenuti, siamo di fronte ad un fenomeno religioso, la religiosità, appunto. Il potere può decidere se questo fenomeno debba essere combattuto, in quanto destabilizzante l’ordine costituito, oppure inglobato per sfruttarne il fascino esercitato sulle masse. In questo secondo caso, il processo religioso viene trasformato in religione, attraverso la dogmatizzazione operata dal potere.
L’etimologia della parola religione richiama il vincolo, ma non come voleva Lattanzio tra gli uomini e la divinità (vincolo già presente nel concetto di religiosità), bensì tra gli uomini e il potere; un vincolo sancito appunto dal dogma istituito dal potere. La religiosità ha in sé un’aspirazione, una vocazione verso tale vincolo, ma finché non interviene il dogma, rimane spontanea, anarchica, ingovernabile.

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EROS E THANATOS #poesia #amore#destino

Tanto alla morte inclina
d’amor la disciplina.
Amore e morte, G. Leopardi

La tessitrice inconsapevole,
Sfinge consolatoria potenziale,
d’Atropo la maschera ha indossato,
ignara di come le sue trame
potessero trascendere il telaio
dei femminili intenti per intarsiarsi
nel disegno atroce del Gran Sadico
che spinge la rotta dello stratega
maldestro verso la deriva
del fallimento inesorabile.

Per il Gran Sadico, la larva
del suo ego si è incubata
nelle bolle di sapone
gonfiate dalle parole
a vanvera degli adulatori.

Per il Gran Sadico, la claudicante
psiche si è cullata sull’altalena
degli opposti umori, spinta
dalla gratuità dei complimenti
sul muro di gomma
dello stato delle cose.

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POPULISMO E GOVERNO #politica #democrazia #popolo

Non si può demonizzare il populismo. Esso non è altro che un male necessario, non tanto della democrazia, quanto di ogni possibile forma di governo. Perché ogni forma di governo per governare necessita del consenso; ed è il popolo (o meglio, le masse) ad avere questa merce preziosa per l’esercizio del potere. Il governo per ottenere il consenso deve assecondare il popolo, allisciare il pelo alle masse: avere un certo grado di populismo, in sostanza. D’altronde, populismo e suffragio universale hanno lo stesso identico motto: uno vale uno.
Diverso è il caso di quando il populismo, da atteggiamento obbligato per determinate circostanze politiche, diviene l’ossatura di una proposta politica. Il problema sorge quando una proposta politica populista ottiene il consenso necessario per avere responsabilità di governo. Dovrebbe essere compito delle possibili alternative politiche evitare che ciò accada, ma una volta accaduto non si può che lasciare che la proposta populista si cimenti con le responsabilità di governo.

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TEMPI E MODI DELL’OPERA D’ARTE. # poesia #estetica #arte

ARTE POSTUMA

L’arte è comunque postuma. Prerogativa dell’arte, della vera arte è di parlare alle generazioni, di porsi come ponte tra il presente e le epoche future. Omero ci aiuta ad indagare sulla natura umana da 2700 anni; Eschilo e Sofocle da 2500 anni ci mostrano i limiti della giustizia umana e divina; Dante dopo 700 anni continua ad essere uno dei principali pilastri su cui si regge la formazione culturale italiana e non solo; la leopardiana ginestra ci racconta la straordinaria e definitiva weltanschauung del recanatese da 182; Amleto da più di quattro secoli getta i suoi ponti tra le epoche, così profondamente arcaico e medievale e così profondamente contemporaneo e post-moderno. E questo ragionamento può essere fatto per ogni forma d’arte.
Tutto ciò che non si cura di germogliare nel susseguirsi delle generazioni, che vive nell’attimo del suo esserci al mondo, che si pasce della gratuità dei giudizi di circostanza e dei salottini elitari, per quanto possa avere successo tra i contemporanei, è destinato all’oblio fatale ad ogni mondanità.

I MODI DELLA POESIA

La poesia ha sostanzialmente due modi per essere espressa: il modo di giocare con il senso e il modo di giocare con il suono. L’uno non esclude l’altro, evidentemente; anzi, la misura della poesia sta proprio nel miscelare armoniosamente questi due modi, con fantasia ma senza stravaganze che non siano insite nel modo del gioco. Il modo del senso si predispone al gioco per la sua natura plurivoca che si dirama nel delta delle direzioni della poesia, delle significanze delle parole e dei percorsi evocativi di esperienze sensibili. Il modo del suono si gioca nella coniugazione del modo del senso con le qualità ritmiche, armoniche e melodiche insite nelle parole e nella loro combinazione, in modo da immergere il lettore in una stimmung che lo accompagni negli abissi della poesia.

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ALEA IACTA EST #poesia #vita #caso

Per tutto ciò che non è mai
stato e avrebbe potuto essere,
per l’ingranaggio decisivo
della catena che s’inceppa sempre
e vanifica le ore sudate e le attese
e l’acido lattico che rende legnose
le gambe, per l’ imponderabile
evenienza che decide arbitraria
tra fallimento e successo,
per la verità che viene sempre
a galla ma intanto mi schiaccia
sotto il peso della sua tardiva
rivelazione: per tutto questo
il dado è tratto e mi lascia
nello squallido limbo del confine.

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