LO SCANDALO DELL’ARTE #provocazione #artista #concetto #creazione #società #mondo

Lo scandalo è uno dei più formidabili mezzi per scardinare gli intrecci asfissianti della mentalità dominante che regge questo sistema globale fondato sul più meccanico e burocratico funzionalismo. Per questo l’arte deve destare scandalo, oggi più che mai. Ma quale scandalo deve destare l’arte? Scene di nudo o finanche di sesso esplicito in contesti tradizionali come l’Opera e il balletto? Le narcisistiche provocazioni di performers e installatori, primi beneficiari di questo sistema burocratico-diplomatico che ha reso il mondo della cultura quel marchettificio che è diventato, particolarmente in Italia? Questi sono scandali buoni per i salottini intellettuali che non possono far altro che generare cani che si mordono la coda.

Lo scandalo, il vero scandalo che deve compiere l’arte riguarda il rimettere sotto forma di vomito l’indifferenza e la denigrazione che la gran massa dei cretini gli riversa addosso. Lo scandalo dell’arte sta nello scardinare stereotipi e luoghi comuni che tanto abbondano, spesso camuffati da verità di fede, in questi tempi che oscillano senza soluzione di continuità tra il più cinico e aprioristico scetticismo e la mistica creduloneria travestita da scienza. Lo scandalo dell’arte sta nel folgorare con un balenio di autentica meraviglia l’opacità di un mondo che risolve la teleologia della  vita nella didascalia della rappresentazione. Lo scandalo dell’arte sta nel ridurre in poltiglia le copertine patinate di chi ha relegato l’arte nell’assecondante stilismo della decorazione.

Annunci
Pubblicato in libero pensiero, mito moderno | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

CAMILLO SBARBARO #poesiaitaliana #novecento #camillosbarbaro

#VentagliDiParole #poesiaintweet #PoesiaPerLaSera #MondoDiVersi

Albertomassazza's Blog

sbarbaro

Poeta intimo e disperato, Camillo Sbarbaro, di una disperazione derivante dal suo sentirsi inadeguato al mondo, ma mai risolta, come in Campana e in Rebora, nello stridore dei versi, nell’evocazione apocalittica; bensì, nel ripiegamento, nella rinuncia totale alla mondanità, nel buon ritiro, confortato da poche piccole cose: il bicchiere di vino all’osteria, il paesaggio ligure fatto di “case, ammonticchiate  come pecore contro l’acquazzone” (Voze), la passione per la botanica, sviluppata con tale dedizione da portarlo, autodidatta e con attrezzi da boy scout, ad avere collaborazioni con gli ambienti accademici di mezzo mondo. Per i licheni, “muffa più fungo, due debolezze che fanno una forza”, Sbarbaro aveva un interesse addirittura maniacale, giustificato dal loro essere poveri e modesti, ma coriacemente attaccati alla vita.

Poeta del levare, michelangiolescamente inteso, della ricerca certosina della nudità della parola, dell’autenticità. In questo, Sbarbaro mostrava un’assoluta coerenza col suo essere uomo, capace di rinunciare alla cattedra…

View original post 126 altre parole

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

ALDO PALAZZESCHI #crepuscolare #futurismo #letteratura #novecento

#poesia #poesiaitaliana #poesiacontemporanea #AldoPalazzeschi #futurismo #futurista #crepuscolare #ironia #gioco

Albertomassazza's Blog


palazzeschi_ppSalutato al suo esordio da Sergio Corazzini come un fratello crepuscolare e qualche anno più tardi accolto nella famiglia futurista da Filippo Tommaso Marinetti, Aldo Palazzeschi, al secolo Aldo Giurlani, fece di tutto per mantenere in modo coerente un suo originale percorso poetico e narrativo e ci riuscì, risolvendo la malinconia crepuscolare nell’acrobazia linguistica e il dinamismo iconoclasta futurista in benevola e nostalgica dissacrazione. Tra le due importanti correnti letterarie, imparentate dal comune anti accademismo, ma opposte per tematiche e resa formale, trovò delle sintesi perfette come ne La fontana malata, in cui l’atmosfera crepuscolare è stemperata dal ritornello onomatopoeico di matrice futurista. Ne I Fiori la natura perde completamente il suo tradizionale valore di purezza e di consolazione, per divenire specchio amplificante e deformante dell’immoralità umana, fino alla pornografia. In E lasciatemi divertire, la rivendicazione dell’arte per l’arte cela un più complesso quadro tematico, di cui il…

View original post 448 altre parole

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

ANCORA ARSURA #poesia #mondo #società

#poesiaitaliana #poeti #poesie #poeta #versi #malessere #spleen

Albertomassazza's Blog

naufragio speranza

Scartavetrarsi l’anima,
indurla all’asfissia
e porsi al passo docile
dell’atrofia dei tempi.
Per cosa, ancora? Arsura?
Elusa l’abiura, ma ancora
e ancora arsura? Piuttosto
la clausura che questa
non più aurea, ma bronzea
mediocrità; la cura
degli effetti, la pietà,
la lascio ai mimi domi
che i cuori puri ostentano;
io, empatico sommerso,
le cause ho nel mirino,
nascoste dietro i simboli
che sanno di maceria.

View original post

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

BECKETT & SHAKESPEARE #teatro #dramma #letteratura

#williamshakespeare #Shakespeare #samuelbeckett #beckett #ReLear #Amleto #Godot #findepartie #assurdo #modernità #contemporaneo #postmoderno

Albertomassazza's Blog

maschere balinesiParli di Beckett e subito gli viene associato il teatro dell’assurdo. Eppure, a differenza di Ionesco che mirava a far deflagrare la società borghese attraverso la messa in scena amplificata e deformata della sua demenzialità (l’assurdo come riproposizione postmoderna dell’epater les bourgeois dei pionieri dell’avanguardia), in Beckett non vi è nulla che non sia sintesi ed estratto della realtà. Non c’è nulla di assurdo in Vladimiro che rinuncia al suicidio perchè non farebbe più notizia buttarsi dalla Tour Eiffel: è la reductio ad absurdum della società dello spettacolo. Così come Krapp che cerca disperatamente di recuperare lo spreco di una vita desolatamente vuota, tentando di interagire con un nastro che aveva registrato con la sua voce trent’anni prima. O Winnie di Giorni felici, metafora della società del benessere condannata all’ottimismo e all’horror vacui, fino a quando non sarà completamente sommersa dal deserto e dall’oblio. O i genitori abbandonati nei bidoni…

View original post 383 altre parole

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

PELE’ O MARADONA? O CRUIJFF? #calcio #football #copparimet #coppadelmondo #pelè #maradona #cruijff

I numeri parlano chiaro: tre coppe Rimet vinte, una media di quasi un gol a partita nelle oltre mille ufficiali disputate. E si, nell’eterna diatriba su chi tra Pelé e Maradona sia stato il più grande calciatore della storia, i numeri stanno tutti dalla parte della Perla Nera. Ma a me non interessa dire la mia sulla questione, anche perché sarei tentato di chiamare in causa il terzo incomodo, Johan Cruijff, il meno vincente (almeno a livello di nazionali), ma l’unico profeta venuto fuori dal deserto capace di trasformare con le sue prediche pedatorie quel deserto in un giardino che nei 50 anni trascorsi dal suo avvento ha saltato pochissime fioriture generazionali.

Allora la metterei così: Pelé e Maradona sono imparagonabili in quanto interpreti di mondi calcistici radicalmente diversi. La mirabolante carriera di O’Rey si svolse tutta nell’età dell’innocenza del football; innocente perché a nessuno veniva in mente di chiedere al calcio qualcosa di più dell’intrattenimento fine a sé stesso, senza alcuna implicazione sociale e politica (a parte l’ordine pubblico!). El Pibe de oro, invece giocò e si fece giocare da un football ormai imbevuto di politica, fenomenologia e sociologia di massa. In mezzo, appunto, il geniale tulipano, traghettatore dello sport più popolare dall’età dell’innocenza di Pelè all’inflazione sovrastrutturale dell’epoca maradoniana:

L’applicazione scientifica del calcio totale dell’arancia meccanica, nata per ovviare alla carenza di materia prima (allora!) di un piccolo paese privo di tradizione come l’Olanda, fece fare il salto del fosso all’universo calcistico, donando ad addetti ai lavori e semplici appassionati quel retrosguardo (quasi una rivoluzione copernicana di Kant) dal quale scaturì la consapevolezza politica e scientifica tipica del calcio contemporaneo. Ed è proprio paradossale che questa rivoluzione si sia originata in un paese al tempo assolutamente fuori dal circolo del calcio internazionale e che ci siano voluti decenni di storia per affermare la scientificità del calcio. Bastava confrontare il rapporto tra spazio di gioco e giocatori per capire quanta possibilità offrisse il calcio all’applicazione scientifica.

Per questo, credo, non mi riesce di immaginare il genio di Pelé emergere in un’altra disciplina che non sia il calcio del suo tempo; viceversa, per Maradona metterei la mano sul fuoco che, se opportunamente istruito, avrebbe tranquillamente dimostrato il suo genio in discipline così apparentemente lontane dal calcio come la matematica, l’ingegneria e l’architettura, data la sua istintiva capacità di interpretare gli spazi e i loro rapporti con le cose.

Pubblicato in mito moderno | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

L’IRONIA CREPUSCOLARE DI GUIDO GOZZANO #poesia #gozzano #crepuscolarismo #novecento #letteraturaitaliana #piemonte #torino #farfalle #entomologia

Albertomassazza's Blog

guido gozzanoIrreggimentare un poeta come Gozzano nei ranghi di una corrente letteraria qual è il Crepuscolarismo appare decisamente una forzatura. Certo, nel poeta torinese sono presenti molti aspetti di quello stile battezzato dal critico Giuseppe Antonio Borgese quando, in una recensione del 1910 pubblicata su La Stampa, scrisse di poesia crepuscolare, in riferimento a una tendenza, comune a certi giovani poeti, di rifiutare i toni epici, il linguaggio aulico e i preziosismi stilistici, in favore di una poetica delle piccole cose, dimessa e colloquiale. Gozzano, il poeta delle “buone cose di pessimo gusto”, che intitolò la sua seconda raccolta I Colloqui, il giovane consumato dalla tisi a meno di 33 anni, non poteva che esservi inserito.

Ma in Gozzano, nonostante il triste destino in comune, non c’è nulla del lamento cosmico di Corazzini; non c’è nulla della scarna monotonia di Govoni; e nulla dell’esistenzialismo, al limite del nichilismo, di Moretti. Il…

View original post 285 altre parole

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento