L’INESIGENZA DI DIO #spirito #religione #libertà

Dobbiamo urlare al mondo che non sentiamo più l’esigenza di dio: questa è l’unica rivoluzione possibile e necessaria! E se sentiamo ancora quest’esigenza, dobbiamo sforzarci stoicamente di non sentirla più. La mancanza va colmata conoscendoCi, amandoCi, trovando ispirazione in quegli afflati, in quegli slanci che nobilitano lo spirito umano, non in quelle debolezze che lo rendono schiavo del fatalismo, della mistificazione, del cuore consacrato.

 

IL MONDO E’ TRASFORMAZIONE: TRASFORMIAMOCI!

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Etimologia e divinazione. #parola #significato #evocazione

L’etimologia è un’arte divinatoria. Il percorso etimologico di una parola, dal suo archetipo all’uso corrente, disvela tutto il detto, ma soprattutto il non detto e l’indicibile che quella parola comprende e ha compreso nel suo sviluppo storico. Il mondo stesso, nella sua continua trasformazione, può essere letto tra le righe di detto percorso.

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ELLISSI E CONTORSIONI #poesia #fascinazione #infanzia

Albertomassazza's Blog

eclissiAd agio della luna agiva il bimbo;
il bimbo agito, il raggio nell’adagio;
e non gli fu mai agio l’essere agito;
il bimbo agito si risvegliò randagio.

Segnati quei sentieri li percorse: l’uovo
roulotte dei Torelli, la guancia squarciata dal cane
a cui l’impavido aveva disturbato la cena,
il salto dalla lavatrice, la fronte
contro il battiscopa, i punti di sutura
cuciti dall’omonimo cugino, la fraterna
zoccolata notturna, il sangue, l’uovo
di Pasqua, il sasso e la sorpresa,
la testa rotta, ma non ricordo, Anya,
le pesche sciroppate mendicate forse
ai tuoi genitori. Fu quello il primo
incontro o fu per vie traverse?

Il raggio insinuava il chiaroscuro
nell’animo del bimbo, la notte
nel suo cuore abnorme, la bizzarria
nei sentimenti, presaghi di mai trovare
occhi in cui specchiarsi. Ma c’eri,
Anya, quando rubò la scena al prete
di San Pietro, che la madre, tirato
per l’orecchio, in fronte all’altare
lo…

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CALA SINZIAS #poesia #mare #sardegna

Albertomassazza's Blog

cala sinzias

E tu ricordi, Anya,
la chilometrica cala, la torre
solitaria tra i barbarici peri,
il derelitto nuraghe
del fico moresco, i cappuccini
pietrificati da Ulisse?
Le dune abbracciate dal ginepro e
da cisti e lentischi coronate
e dall’ambigua ferula, esigua
ombra dove trovava asilo
l’irrequieto cappello del carnoso
cardolino (ma questo non ricordi, Anya,
che nella brutta stagione tu stavi
nella lontana terra di Germania); e pure
non ricordi discese e slalom
dalle dune di ruvida sabbia
ad imitare i Thoeni, Klammer
e Piero Gross; e i muri di Posidonia accatastati
dal fervore dello scirocco autunnale,
tu non li puoi ricordare.
L’imbizzarrirsi dell’onde al tocco umido
e pesante del levante, che l’acqua
intorbidiva e favoriva il venefico
agguato dell’aragna, lo ricordi?
E i turbini dell’impetuoso maestrale,
rapinatore di palle, canotti
e materassi? Il raggelarsi
dell’acqua al terzo giorno
in una tavola che pareva di stagnola?
La strada che lambiva la…

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TU LA INTUISTI, MADRE #poesia #memoria #appartenenza

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pietà rondaniniTu la intuisti, madre,
la randagia indolenza del figlio
che s’abbeverava alla battigia della spuma
salina del mare. L’occhio di madre,
quasi non nata di madre, nella duplice
ferita aperta, d’orfana e di madre,
illuminava a giorno l’oscuro sangue
che scorreva, serbato dalla maschera
spontanea del sorriso senza remore
del bimbo, arso dall’astro e dall’estro
scapestrato. Lui non sentiva ancora d’essere
alieno, madre, né tantomeno ambiva
alla deriva del naufrago: solo attendeva
l’abile ago per tessere arabeschi in fili
d’erba. Tu t’illudesti ai resoconti
lusinghieri del maestro Antonino, anch’egli
a buon diritto nomato Pio, come l’imperatore!
Ergesti fiere mura alla spartanità
del padre, vedendo l’ambiguità dell’estro
incanalata in giusto corso. Ma quando lui
si ridestò ribelle, lieto del fango
del campo improvvisato di Mannelli, le mura
le opponesti alla spavalda sua sete di pienezza.
T’inorgoglisti, vero, del premio vinto
nella città d’appartenenza, delle letture
furtive dei suoi versi, della vetrina
quale…

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AL FILO DELLA TRAMA OSCURA #poesia #destino #vita

#UniversoVersi

Albertomassazza's Blog

TESEO MINOTAURO

O tu che guidi ai solitari
lidi i passi incerti
dei sedentari esploratori,
al filo della trama oscura
alleghi il senso della vita,
in incantato agguato
impieghi il denso sogno.

Con strategia del ragno
lasci il segno e rendi
il bilioso dubbio
inabile all’oblio.

Tu in serpeggiante muta
l’indifferenza ingrassi
del ben rappresentato mondo
e l’evidenza d’edulcorato
cuore al sole scaldi.

Tu volgi al peggio
lo spirito del mondo,
in deformato specchio
lo rifletti e offri al falso
conio dei replicanti lieti.

Al vano orgoglio in vanto
cingi il capo, ma al solitario
che ti scruta mostri i denti,
del capro espiatorio gli imponi
le sembianze e in sacrificio
alla conservazione lo consacri.

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LA RIFFA DELLA VITA #poesia #inganno #beffa

La riffa della vita #UniversoVersi

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baccanale rubensDi beffe, la buffa vita,
ne fa a bizzeffe.
Abbindola l’allodola
dell’ego con triti vetri
spacciati per diamanti;
regala incanti per gli occhi
stolti, sorride a molti
e inganna tutti. S’abbuffa
della beffa la riffa
della vita. Scioglie
le voglie e intorpidisce
i sensi; si burla e ciarla
e urla, mentre la massa,
dalla ressa evocato
il coraggio, scambia
per un messia il nuovo
Re di maggio.
Prepara il peggio
e inorgoglisce per ferir
meglio nell’orgoglio.
La buffa vita
arraffa nella zuffa.
La riffa della vita
s’abbuffa della beffa.

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