CINEMA E TELEVISIONE #massmedia #spettacolo #comunicazione

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cinema tv

Un rapporto controverso, quello tra cinema e televisione, basato su una parentela resa evidente dall’essere entrambi, prima ancora che espressioni ben definite, dei contenitori artistici e spettacolari, messi in opera attraverso la riproduzione tecnica dell’immagine in movimento e del sonoro associato. Una parentela che non ha evitato ai due mezzi di mettersi in concorrenza e in contrapposizione tra di loro. Se per cinema si intendesse un fenomeno culturale di massa, consistente nel rispecchiamento collettivo in un orizzonte mitico, si potrebbe  tranquillamente sostenere che l’affermazione della televisione, come mezzo di intrattenimento effettivamente alternativo, lo abbia  ucciso, in quanto di quell’altrove creato dal cinema dell’epoca d’oro, capace di sollevare le masse dagli stenti della vita reale, si è appropriato il mezzo televisivo, trasfigurando l’essenza originaria epica e narrativa in una dimensione sospesa tra l’intrattenimento puro e il nozionismo informativo e culturale. L’immaginario televisivo, reso ancor più penetrante dalla fruizione intima e domestica…

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A VOLTE SULLA SPONDA DELLA VIA DI CAMILLO SBARBARO. #poesia #poesie #poeta #poesiaitaliana #poesiacontemporanea #teatro #actorstyle #voiceactor #voiceacting

A volte sulla sponda della via
preso da un infinito scoramento
mi seggo; e dove vado mi domando,
perché cammino. E penso la mia morte
e mi vedo già steso nella bara
troppo stretta fantoccio inanimato…

Quant’albe nasceranno ancora al mondo
dopo di noi!
Di ciò che abbiam sofferto
di tutto ciò che in vita ebbimo a cuore
non rimarrà il più piccolo ricordo.
Le generazioni passan come
onde di fiume…
Una mortale pesantezza il cuore
m’opprime.

Inerte vorrei esser fatto
come qualche antichissima rovina
e guardare succedersi le ore,
e gli uomini mutare i passi, i cieli
all’alba colorirsi, scolorirsi
a sera… 
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GENERAZIONE E DEGENERAZIONE DEL PROG TEDESCO #progressive #krautrock #musicacosmica

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krautrockLe etichette, si sa, nella loro frettolosa ricerca della sintesi, tralasciano molte sfumature di ciò che intendono sintetizzare, rischiando continuamente di cadere nel caricaturale e nello stereotipo. Nonostante questo, spesso riscuotono un successo tale da farne efficace veicolo di diffusione di tutto ciò che, in modo più o meno legittimo, possa essere messo sotto l’egida dell’etichetta stessa. E’ il caso del termine Krautrock, con il quale la rivista inglese Melody Maker, seguita a ruota dalla stampa angloamericana dei primi anni ’70, prese a identificare il fermento della scena musicale progressiva tedesca. Il termine, oltre ad avere di per sé una evidente portata caricaturale per il riferimento macchiettistico al contorno nazionale germanico, apriva ad allusioni su una presunta subalternità della scena tedesca nei confronti della Canterbury scene e della psychedelia californiana e newyorkese. In realtà, se è indubbia l’influenza delle esperienze angloamericane della seconda parte degli anni sessanta, il cosiddetto Krautrock…

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IL NOVECENTO ALL’OPERA #musica #teatro #opera

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teatralitàL’avvento del cinema rappresentò un doppio shock per il Teatro d’Opera, già provato dall’uscita di scena dei giganti dell’ottocento, Wagner e Verdi su tutti, e dal venir meno di quel legame popolare, spesso fortemente connotato dal sentimento dell’identità nazionale, che l’Opera era stata in grado di creare nel corso del XIX secolo. In primo luogo, il cinema fu un formidabile concorrente nella ricerca del pubblico, in questo destinato a prendere il posto dell’Opera proprio nella creazione di quel legame popolare. Inoltre, la sua innata adesione alla realtà amplificava il senso di artificialità dell’Opera, nonostante il nobile tentativo verista che, forse presago dell’imminente avvento della settima arte, già sul volgere dell’ottocento aveva cercato un linguaggio più diretto nell’espressione operistica. Dal canto suo, l’Operetta tentò una nuova via popolare, edonistica e diversiva.

La tradizione resse per la prima parte del novecento, trovando l’espressione più compiuta nell’intimismo lirico di Puccini e nella coralità…

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NUOVO MONDO. #poesia #poesie #poeta #poetry #politica #politico #progresso #democrazia

Nel mondo che stanno apparecchiando

Si selezionano solo camerieri

Che siano perennemente sorridenti

Non voci discordanti né pensieri

Dalle unghie affilate, ma lunghe

Lingue che raccolgano le generose briciole.

Il mondo che stanno apparecchiando

Ha il fascino indiscreto del fascismo,

Quello dal volto umano, buono e giusto,

Il fascismo del quieto vivere, dell’uno vale

Uno, politica correttezza, unico pensiero,

Il fascismo che sodomizza la democrazia.

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L’ETERNO RITORNO ALL’ORDINE DELL’ ARTE #classicismo #avanguardia #estetica

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sironiDopo l’orgia iconoclasta e anti-figurativa delle avanguardie storiche, con la fine della Grande Guerra, in tutta Europa si assistette a un ripensamento generale delle estreme sperimentazioni che avevano caratterizzato il decennio precedente l’inizio del conflitto, anche da parte degli stessi protagonisti di quel periodo. La necessità di ritrovare un’armonia davanti alle macerie della catastrofe bellica, portò gli artisti a rivolgersi verso la grande tradizione figurativa, rigettando quell’estetica del brutto così tenacemente ricercata dalle avanguardie storiche. Gli epicentri di questa nuova tendenza estetica, destinata a condizionare per lungo tempo il gusto artistico non solo europeo, si localizzarono in Francia, in Germania e in Italia, sul finire degli anni dieci del secolo. In Francia, Ozenfart e Jeanneret (che pochi anni dopo prese il nome di Le Corbusier) fondarono il movimento purista, con l’intento di superare il cubismo attraverso la ricerca di un equilibrio tra il bello ideale e la civiltà delle macchine…

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GIORGIO SAVIANE #narrativa #letteratura #novecento

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giorgio savianeSingolare destino, quello di Giorgio Saviane, nato a Castelfranco Veneto nel 1916 e morto a Firenze, sua città d’adozione, nel 2000. In vita, baciato dal successo di pubblico ed elogiato dalla critica più intransigente (Sapegno, Salinari, Pampaloni), vincitore di premi prestigiosi e conteso dagli editori, persino inserito nelle antologie dei Licei, eppure mai citato tra i grandi della narrativa italiana del novecento, sempre sull’orlo dell’oblio postumo, fortemente amato dai pochi che hanno avuto occasione di imbattersi in una nuova edizione di qualche sua opera e ignorato dagli altri. Singolare, del resto, fu la sua personalità: avvocato affermato e scrittore di successo; amante dei piaceri della vita e attraversato in profondità da una costante tensione sacrale; individualista, ma con una sincera apertura alla comunione con gli altri. Il suo stile corposo e fluido, la sua potente forza evocativa, col sostegno del rigore scientifico nelle descrizioni ambientali e socio-psicologiche, dopo aver suscitato…

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SIGISMONDO ARQUER, MARTIRE DELL’INQUISIZIONE #sardegna #cagliari #controriforma

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250px-CalarisarquerUmanista cagliaritano in balia della prepotenza dei feudatari e del fanatismo controriformista, Sigismondo Arquer è stato sicuramente una delle menti più brillanti  che siano venute alla luce nella Sardegna dominata dagli spagnoli. Nato a Cagliari nel 1530 (secondo taluni nel 1523, e ciò renderebbe un po’ meno prodigioso il suo corso di studi), era discendente di una nobile famiglia di origini catalane, con vari esponenti impiegati nella burocrazia viceregia, come il padre stesso di Sigismondo, l’avvocato Giovanni Antonio, consigliere del Vicere Cardona e sodale con questi nella lotta contro gli abusi dei feudatari.  Portati a termine gli studi primari nella capitale sarda, nel 1547 si laureò a Pisa in Utroque Iure (diritto civile e canonico) e a Siena in Teologia. Dopo un temporaneo rientro nella città natale, decise di recarsi a Bruxelles dall’Imperatore Carlo V per perorare la causa del padre, il quale era stato coinvolto nel processo per negromanzia…

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LA SERA DI FIERA di Dino Campana #poesia #poesie #poeta #poetry #poetrycommunity #poetrylovers #actors #actorslife #actorstyle #teatro

Il cuore stasera mi disse: non sai?
La rosabruna incantevole
Dorata da una chioma bionda:
E dagli occhi lucenti e bruni colei che di grazia imperiale
Incantava la rosea
Freschezza dei mattini:
E tu seguivi nell’aria
La fresca incarnazione di un mattutino sogno:
E soleva vagare quando il sogno
E il profumo velavano le stelle
(Che tu amavi guardar dietro i cancelli
Le stelle le pallide notturne):
Che soleva passare silenziosa
E bianca come un volo di colombe
Certo è morta: non sai?
Era la notte
Di fiera della perfida Babele
Salente in fasci verso un cielo affastellato un paradiso di fiamma
In lubrici fischi grotteschi
E tintinnare d’angeliche campanelle
E gridi e voci di prostitute
E pantomime d’Ofelia
Stillate dall’umile pianto delle lampade elettriche

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Una canzonetta volgaruccia era morta
E mi aveva lasciato il cuore nel dolore
E me ne andavo errando senz’amore
Lasciando il cuore mio di porta in porta:
Con Lei che non è nata eppure è morta
E mi ha lasciato il cuore senz’amore:
Eppure il cuore porta nel dolore:
Lasciando il cuore mio di porta in porta.

							
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LUCA SIGNORELLI, L’INTERMEDIARIO DEL RINASCIMENTO #arte #pittura #rinascimento

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luca signorelli giudizioNato a Cortona nel 1450, Luca Signorelli svolse un fondamentale ruolo di intermediario tra il primo Umanesimo e il Rinascimento maturo. I suoi esordi, non particolarmente precoci, avvennero nella bottega aretina di Piero della Francesca. Qui ebbe modo di organizzare la sua naturale propensione all’assorbimento degli influssi più vari, sotto la guida del maestro ineguagliato della sintesi. Dopo qualche piccola commissione periferica (è documentato un lavoro a Città di Castello), nella seconda metà degli anni settanta Signorelli lavorò nelle Marche. A Fabriano dipinse lo Stendardo della flagellazione, omaggio a Piero con evidenti richiami urbinati e ferraresi e preannunciante il plasticismo caratteristico del Signorelli maturo, derivante dalle lezioni del Verrocchio e del Pollaiolo; a Loreto, per la Sagrestia della Cura della Santa Casa, affrescò la volta e le pareti, mostrando un prima interpretazione autonoma dei plurivoci influssi nella Conversione di San Paolo.

Decisivo fu il successivo approdo a Roma, nel cantiere…

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