PARATA #poesia #socialità #apparenza

#canzone #poesiainmusica #poesiaintweet #VentagliDiParole

Albertomassazza's Blog


Una poesia scritta nel settembre del 2014 incontra un brano strumentale scritto tre anni dopo e insieme si rendono conto che stanno meglio che da soli.

ensorL’umana transumanza
con malcelata pena
avanza, nell’ornamento
asincrono di una grottesca
danza. L’evanescente parata
senza sosta digrigna e ingrugna
sotto celiante maschera
di glassata crosta. L’ingenua
tresca delle social catene
cela la gabbia asfittica
della partita doppia. Osservo
la sostanza dell’universo
avverso che sfila inanimato
in passo d’orso , il nervo
intorpidito del sorriso,
l’imperativo che impone,
nel cattivo gioco, il falso
recidivo del buon viso.

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FUORI DA TUTTO. #canzone #popartist #pop #rock #blues #progressive #loungemusic #amoretotale #songwriter

La prima canzone non si scorda mai. Primavera del 1989, militare di leva, allora ancora obbligatorio e con scarse alternative. I turni di guardia alla polveriera di Siliqua, 30 km ad ovest di Cagliari, duravano una settimana, quattro mute, una a riposo e tre in servizio a rotazione, giorno e notte. Camminando per il lungo perimetro, il Beretta BM 59, meglio noto come F.a.l. (fucile automatico leggero), imbracciato, pronto per un improbabile assalto terroristico (anni di piombo alle spalle e terrorismo jahidista di là da venire), per la prima volta parole e melodia mi sgorgarono insieme. Le cose migliori avvengono nei luoghi e nei tempi più impensabili.  Il testo lo riscrissi completamente all’inizio degli anni novanta.

Arrangiamenti e cura video di Paolo Floris. Registrato a Reggio Emilia tra il 2006 e il 2007. Buon ascolto e buona visione.

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L’HEAUTONTIMORUMENOS di Charles Baudelaire. #poesiafrancese #poesiefrancaise #simbolismo #decadentismo #dandy #lesfleursdumal #ifioridelmale #maudit

La rabbia, per quanto legittima, finisce sempre col ritorcersi contro all’arrabbiato.
Più sono legittime le sue ragioni, più di essa se ne fa una disciplina.
Piuttosto che saziare la sia pur legittima sete di giustizia dell’arrabbiato, la disciplina della rabbia lo condanna alla perenne arsura.
Agli occhi degli altri, nulla è più comico della rabbia che si sfoga nella vana rivendicazione che non sa rappresentarsi in altro modo che come grottesco delirio di impotenza.

Video realizzato a Perugia nell’ottobre del 2011

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POPULISMO E DEMOCRAZIA #politica #demagogia #consenso

#populismo #democrazia #potere #governo #Salvini #lega #M5stelle #DiMaio

Albertomassazza's Blog

trojan democracy horseIl termine populismo è relativamente recente e risale alla fine del XIX secolo, in seguito all’apparizione di movimenti politici che avanzavano le inedite rivendicazioni delle classi più disagiate, quali i Populisti russi e il People’s Party statunitense. Con esso si è voluto denominare un agire politico caratterizzato da un legame diretto tra una fascia di elettorato, autonominatasi unica appartenente al popolo, e il suo leader, più o meno autoritario, ma comunque carismatico. Il consenso si coagula facendo leva sulla pancia e sui nervi scoperti dell’elettorato, col ricorso continuo a toni allarmistici, luoghi comuni, generalizzazioni, qualunquismi, promesse generiche. Il popolo si sente rappresentato dalla rappresentazione del leader, soddisfacendosi nel vedere replicate e amplificate le proprie rivendicazioni, fino ad assumere posizioni di cieco oltranzismo in difesa del leader e dei propri rappresentanti istituzionali. Questa raffigurazione politica si schematizza nella dicotomia binomica popolo-virtù e potere-vizio e raggiunge, in questa visione, un parossismo escatologico…

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QUADRETTI CAGLIARITANI #poesia #cagliari #città

#poesiainrete #poesiaintweet #PoesiaPerLaSera #poesia #poesie #poeta #cagliari

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torre elefante

Nella bianca vertigine calcarea,
la città indolente si trascina
in fittizie sembianze definite
di moderni e dinamici profili.
La bruma sospende l’acropoli
e le eburnee torri marziali
opposte svettano poliedriche
in abbaglianti moniti spettrali.
Il soffio perentorio del maestro
s’insinua salmastro e satura
gli inerpicati vichi artritici
e gli antichi muri ammuffiti.
La rosea palude tinge le piume
dei regali trampolieri e si fonde
coi tetti refrattari all’impazienza
dei frettolosi tempi omologanti.
Precipitato in sella, Lucifero
ghigna compiaciuto dal promontorio
per l’occhio sbiecato e l’apatia
che trasformano in inferno un paradiso.

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LUCI E OMBRE. #canzone #acidjazz #musicproducer #musicproduction #loungemusic #filosofia #aforismi #easylistening

Musica, voce maschile, arrangiamento e cura video di Paolo Floris, voce femminile di Giuliana Notolini, testo di Alberto Massazza.

Da che mondo è mondo
Non c’è luce senza ombre
Per tutto ciò che appare
Qualcos’altro si nasconde.
Il vestito d’ogni cosa
Ne nasconde la sostanza
Il coraggio di chi osa
Strappa il velo all’apparenza.
Da che mondo è mondo
Non c’è abisso senza fondo
Se lo sguardo sa arrivare
Fino al punto più profondo.
Il vestito d’ogni cosa
Non è il fine di chi esplora
L’universo si palesa
Oltre il velo del reale.
Da che mondo è mondo
Non c’è inizio senza fine
Tutto quanto si confonde
Senza linea di confine.

Brano scritto nella primavera del 2006.

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IL PASSO DELL’ALIENO #poesia #memoria #essere

#videopoesia #poetrycommunity #PoesiaeVita #poesia #poeti

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Che dici, Dio? Hai la faccia di darmi
il tuo perdono? Non hai capito: son io,
son io che ti maledico!

Non voglio mitizzare l’apprendista maledetto
e spergiurarvi che a rodere il suo fegato
sia stato il famelico rapace di Prometeo,
ma non lo denigrate, prego, assecondando
il padre nella convinzione che
ad aprirgli il baratro nel ventre
fu la vana brama della distinzione.
Egli non voleva essere distinto! Al più, d’istinto,
come fu, da debole pensiero annichilito.

Andate via, sciò, filate: non ho voglia di ferite leccate.
Andate via, sciò, filate: non ho voglia di ferite leccate.

Il suo era l’occhio smagato dell’alieno;
non si raccapezzava, attorniato da occhi accesi
dalle immagini; non si raccapezzava, ma era
di buona compagnia, quando non era attratto
dal suo abisso. Il riscatto a cui tu l’obbligasti,
padre, scavò l’abisso e lo vestì
dell’arroganza dell’orgoglio, ma mai
ti diede colpa. Padre, quell’altalena
dell’anima…

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Digressione | Pubblicato il di | Lascia un commento