ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLE #PRIMARIE DEL #CENTROSINISTRA #pb2013 #oppurevendola #adesso

Il primo dato che salta agli occhi è, naturalmente, la grande partecipazione popolare, segno che c’è una parte consistente della popolazione che non si vuole abbandonare al populismo e all’indifferenza. Un ceffone sonoro a Grillo e alla sua invidia penis sciorinata via web per tutta la giornata e uno altrettanto sonoro a quelli che sono sempre più a sinistra degli altri, fallimentari anche nel loro ridicolo tentativo di sabotaggio delle primarie.

Bersani è vincente su tutta la linea, non solo per il robusto vantaggio numerico con il quale si accinge al ballottaggio, ma soprattutto per aver voluto fortissimamente le primarie, nonostante lo statuto lo indicasse come unico candidato a Palazzo Chigi e nonostante il parere contrario di molti dirigenti suoi sostenitori. Un successo particolarmente significativo è quello realizzato dal segretario al sud, nelle zone più sensibili alla crisi, dove ha raccolto oltre il 50% dei consensi in quasi tutte le regioni, segno di una breccia che è stato in grado di aprire nella parte più sfiduciata del paese.

Renzi si è rivelato un outsider molto competitivo, dimostrando di essere in grado di mobilitare i suoi sostenitori su quasi tutto il territorio nazionale. Particolarmente significativo è il risultato conseguito nelle regioni tradizionalmente rosse, fatto che può avere una duplice lettura, l’una non escludente l’altra: l’aver captato il voto di protesta contro la nomenklatura del territorio o, viceversa, che una parte di quella nomenklatura, sulla carta dichiaratamente bersaniana, a conti fatti lo abbia appoggiato. Un altro aspetto da considerare è rappresentato dallo straordinario afflusso, particolarmente in Toscana, di elettori che si sono iscritti direttamente domenica, fatto che desta qualche sospetto.

Il risultato di Vendola dovrebbe ritenersi piuttosto deludente, ma considerando il doppio handicap del governatore pugliese- il procedimento giudiziario da cui è stato assolto e che ne ha ritardato l’inizio della campagna e la polarizzazione Bersani-Renzi  dei media che lo ha parzialmente marginalizzato – la sua performance non è poi stata così negativa. C’è stata comunque la conferma che non ha più lo smalto del 2011 e questo è un dato su cui deve riflettere.

Laura Puppato e Bruno Tabacci, nonostante la modestia dei risultati, vengono fuori dalla consultazione come un grande valore aggiunto della coalizione, essendo la migliore rappresentazione del pluralismo di un centrosinistra che ha la coscienza di poter governare.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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