AMO GLI IRREGOLARI #poesia #anticonformismo #autenticità

Amo gli irregolari,
i funamboli dei margini,
le vite sempre in bilico
tra rabbia e meraviglia.
Non professano altra fede
che la propria immaginazione,
ma non si tirano indietro
neanche davanti al martirio.
Amo gli irregolari, quelli che,
se hanno da ridere di qualcuno,
gli ridono in faccia
e con gusto; quelli che
non si creano dei, idoli e simboli
solo per avere un confortevole
nascondiglio che resista
agli assedi del dubbio.

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L’ORO DI CAGLIARI #eventi #turismo #cultura

In una guida turistica della Pirelli dei primi anni ottanta che cercava di inseguire vanamente la rivale francese Michelin (mio padre, medio quadro nella ditta che fu di Leopoldo e poi dei Moratti, aveva ampia disponibilità di gadget di vario tipo) lessi un breve ma illuminante brano di Guido Piovene che, cogliendo perfettamente nel segno, individuava la vera ricchezza di Cagliari non tanto nel cospicuo (ma meno pregevole di tante altre città d’arte italiane) patrimonio artistico e culturale, quanto nell’infinita offerta di scorci paesaggistici che Cagliari è in grado di offrire dall’alto dei suoi tanti colli come dalle erte dei suoi storici e meno storici quartieri. Scorci che si aprono sul mare, sulla laguna, sulla campagna e sui monti, ma anche su angoli nascosti della città o sulle fughe prospettiche delle architetture disposte in modo al contempo conciliante e contrapposto rispetto alle sagome più caratteristiche dello Skyline cagliaritano: quelle  della Cattedrale e delle due poderose torri trecentesche pisane superstiti.

Da questo punto di vista è da accogliere favorevolmente che si sia finalmente pensato al (ri)lancio turistico del capoluogo sardo sfruttandone la ricchezza paesaggistica, come testimoniato (almeno nelle intenzioni) dal recente festival CAGLIARIPAESAGGIO, manifestazione che ha interessato l’area metropolitana per tutto il mese di luglio dell’anno in corso. Purtroppo, per il momento, solo nelle intenzioni, perché a latitare sono gli eventi culturali correlati veramente attrattivi ed è alto il rischio che la buona idea dell’amministrazione si trasformi nell’ennesimo vano tentativo di fare le nozze con i fichi secchi. Gli eventi attrattivi, quelli che vedono protagonisti artisti e intellettuali in grado di calamitare sulla città flussi di turismo internazionale di qualità, sono assenti da lungo tempo; per ritrovarne qualcuno bisogna andare alle gloriose edizioni di Jazz in Sardegna.

Proprio a proposito di jazz (ma un discorso analogo può essere fatto per il mondo operistico-sinfonico-cameristico, della tradizione popolare, letterario e cinematografico, tutti facilmente coniugabili con il paesaggio), la straordinaria fioritura di jazzisti sardi degli ultimi trent’anni e la contemporanea fioritura di festival jazz è coincisa con la lenta agonia e la morte della madre di tutti i festival jazz, appunto Jazz in Sardegna. Possibile che il capoluogo sardo non possa fare rete con le grandi realtà isolane e creare a Cagliari eventi di caratura internazionale?. Possibile, passando al folklore, che Sant’Efisio non possa mettersi a capo di una rete che valorizzi l’enorme patrimonio di cultura e arte tradizionale? Possibile che dall’interessantissimo percorso della Fondazione del Teatro Lirico cagliaritano degli ultimi decenni non possa scaturire una stagione di livello adeguato all’attrazione turistica nella lunga buona stagione cagliaritana?

No, nulla di tutto ciò è impossibile, a patto che gli investimenti di settore abbiano questa priorità e non si disperdano nei mille rivoli che portano acqua solo ai bacini elettorali dei politici. E che da questa possibile (ri)nascita di Cagliari non venga fuori il miracolo di una mentalità dominante non più ammorbata dalla micidiale miscela di supponenza e indolenza, ma tesa a spaziare, in perfetta sintonia con le infinite fughe prospettiche e paesaggistiche delle sue architetture e dei suoi scorci.

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RATS OFF TO FRANK ZAPPA #jazz #rock #musica

#FrankZappa #rock #jazz #sperimentazione

Albertomassazza's Blog

frank zappa

Sicuramente, molti di voi conoscono l’aneddoto di Sant’Agostino e del bambino sulla spiaggia. Il non ancora vescovo e tanto meno santo, si presume ancora in Carthago e incartato nel suo manicheismo, di buon mattino passeggiava in riva al mare. D’un tratto scorse sul bagnasciuga un bimbetto che, dopo aver scavato una buca, vi stava riversando l’acqua che raccoglieva con una conchiglia. Il ficcanaso d’Ippona non potè esimersi dal domandargliene cagione. Al che il bimbetto gli rispose che stava travasando il mare in quella buca. Bonariamente canzonatorio, l’Agostino fece presente al bimbo che la cosa non s’aveva da fare, che l’acqua del mare era tanta e la buca piccina, ma il piccolo seguitava imperterrito. Non appena il patristico si volse, riprendendo il suo metafisico onanismo, il bimbetto gli disse impertinente:

-Hai ragione Agostino, ma come puoi tu pensare di comprendere Dio, che è infinito, con la tua misera testa?

Questa menata…

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ALBA SU MOLENTARGIUS #poesia #natura #ambiente

Per meglio immortalare
dei Sette Fratelli il granitico
abbraccio, il sole sorge
istantaneo in quotidiana
incoronazione e tinge, imitando
del Greco il tocco sulfureo,
le salse vasche rosate
e la palude dove sonnecchia
ancora il fenicottero.
Leonardesca sfuma in lontananze
la teoria dei lunghi promontori,
a gara distesi a recingere
il Golfo degli Angeli.

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MALEDETTE MEMORIE PASQUALI! #racconto #prosa #ricordo

Albertomassazza's Blog

agnelloTerzo ed ultimogenito, educato nei valori dell’eguaglianza e della giungla. Inconsapevolmente londoniano, dunque.

Il Venerdì della Passione, l’apprendista maledetto lo passava accompagnando la zia santa e un po’ bigotta nella sua domestica Via Crucis. Non è metafora: ella aveva adibito realmente una stanza della sua umile ma spaziosa dimora a personale Cappella; non per vezzo o propaganda, come i gran signori del Rinascimento, ma per impedire che la mondanità dell’affollata parrocchia, dedicata alla madre dell’imperatore che vinse nel segno, potesse corrompere la sua intima e autentica comunione in Cristo. La zia non nel segno, ma nel nome aveva la Vittoria! La zia pittrice, manco a dirlo, devozionale! La zia infermiera; ma che dico, taumaturga! Fu lei a diagnosticare per il suo ginocchio, scontratosi con un abbeveratoio di marmo inopinatamente posto in mezzo al giardino, un doveroso ricorso ai punti di sutura che il di lei nipote e il di lui…

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ANTIDEMOCRATICITA’ DELLA RELIGIONE #potere #sacro #tradizione

Data la religione come strumento del potere per incanalare il naturale sentimento del sacro nella prospettiva della conservazione del potere stesso (strumentalizzazione che si manifesta a partire dall’invito alla rassegnazione e all’obbedienza nei confronti della gerarchia del potere costituito), il suo (della religione) tendere esclusivamente alla conservazione la pone in aperto e insanabile contrasto con la democrazia, in quanto questa, lungi dal vederne la connotazione peculiare nell’espressione multiculturale(come se la multiculturalità non fosse stata comune a tanti regimi del passato prossimo e remoto, tutt’altro che democratici),ha il suo motore primo nel divenire della dialettica potere-consenso. Tale essere in divenire pone la democrazia in posizione antipodica rispetto alla conservazione, in quanto appunto generata dal vortice di trasformazione del divenire che scaturisce dalla dialettica potere-consenso. Ciò non significa affatto che il divenire (e la democrazia) nega e rifiuta la tradizione; semplicemente non la cristallizza nel dogma dell’immutabilità, ma la accoglie nel vortice della trasformazione e la proietta nel divenire.

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LA BOCCA DI LEONE #poesia #fiori #natura

#VentagliDiParole #Poesia

Albertomassazza's Blog

bocca di leoneChe ci si possa beare della vita
dove la vita non è altro
che miseria, come coriacea bocca
di leone che sfida solitaria
le inviolate leggi della fisica!

Abbarbicata ai nudi sassi, s’inerpica
eremitica sui muri e sui dirupi,
tingendo l’aria di tenui toni
porporini, sberleffo spudorato
all’ordinaria cura dei giardini.

Tra le pietre, le basta una fessura
e pochi grani di terra aleatoria,
deposta dal vento e dalla pioggia;
la proletaria urgenza della vita
esplode imponderata in grappoli
sgargianti; mediterranea e solatia,
in penduli sprazzi di colore rompe
con la monotonia del mondo usato.

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