POESIA E VITA. #poesia #poesie #poeta #poesiacontemporanea #pensieri #pensierodelmattino #Filosofia #ArtisticofSociety

Da un’intervista a Giuliano Mesa, uno dei più interessanti poeti italiani degli ultimi 50 anni, del quale quest’anno ricorre il decennale dalla prematura scomparsa. Gli si chiede quali siano le radici della sua poesia e lui prontamente a chiarire che l’emergenza della sua poesia sta proprio nel suo essere sradicato. Ecco la poesia è proprio un ostinarsi nella ricerca di radici che possano in qualche modo sanare questa inappartenenza. Piuttosto, ancora lui, il problema sta nel pensare di poter sovrapporre la poesia alla vita, di credere che il benessere della vita possa derivare dal benessere della poesia (Verrebbe piuttosto da pensare che sia il benessere della poesia a derivare dal malessere della vita). Splendida la definizione che Mesa da a chi si ingabbia nello stereotipo di essere personaggio creato dalla propria poesia: giullare dell’ orrore.

Ed ecco Gozzano in un punto focale della sua poetica: non l’arte che imita la vita, ma la vita che imita l’arte. A patto che si abbia spessore e coerenza nella vita come nell’arte, altrimenti non si può che finire per essere scimmiottatori, giullari dell’orrore appunto. No, l’arte non imita la vita, la trascende, la sublima. La vita, si, può cercare di imitare l’arte, nella consapevolezza che il più delle volte non può che farne una didascalica caricatura.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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