L’AZZARDO E IL CORAGGIO. #politica #governo #salvini #renzi #dimaio #crisi #crisidigoverno

Il Ferragosto più pirotecnico della storia repubblicana italiana consegna una situazione politica rovesciata rispetto all’inizio della pausa estiva dei lavori parlamentari. L’azzardo di Salvini, perfetto a suo modo nella scelta dei modi e dei tempi, pareva far volgere gli eventi nella direzione auspicata dal leader leghista: creare una situazione di panico ideale per la sua campagna elettorale, in vista di una tornata che sembrava inevitabile e imminente. Tutto pareva fare il gioco perverso di Salvini, ma l’altro Matteo, quello che scalpitava in panchina da quasi tre anni, ha colto al volo l’incongruenza della narrazione salviniana: essersi dimenticato che il rapporto di forza attuale in Parlamento è quello venuto fuori dalle politiche del 2018, non quello delle ultime Europee e dei sondaggi. E siccome la politica in Italia deve per forza passare dal Parlamento, ecco che con una mossa semplice e lapalissiana (tanto lapalissiana che se n’è reso conto solo lui!) ha messo all’angolo quel campione d’incassi di Salvini, costringendolo alle umiliazioni a cui si è dovuto sottoporre negli ultimi dieci giorni e con la concreta prospettiva di essere relegato all’opposizione per il resto della legislatura. Renzi ha fatto un’operazione politica elementare, mentre tutti iniziavano a fasciarsi la testa ancor prima di essersela rotta: ha messo insieme la possibilità di alternativa parlamentare con l’allarme generato dallo spudorato richiamo ai fantasmi autoritari di Salvini. Ora, Renzi ha tante colpe e tanti difetti, ma tra questi non gli si può imputare di essere l’unico cavallo di razza della politica italiana. Perfetta l’ironica chiosa del bomba di Rignano: ho portato la palla, che altro volete che faccia? Ecco, appunto, la palla ora è tornata in Parlamento: speriamo che non inizino a farla rimbalzare per finire fatalmente nelle mani dello stesso o di un altro Salvini.

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