TRE AFORISMI SULLA FUNZIONE DELL’ARTE #arte #estetica #società #mondo #artigianato #carpediem

L’artista deve essere in grado di rovesciare la realtà. Se non ha questo potere, nella migliore delle ipotesi è un artigiano, nella peggiore un cialtrone. In mezzo, negli spazi che si aprono tra la disciplina e la dignità dell’artigiano e il pressapochismo intellettuale del cialtrone, ci stanno le sterminate paludi della burocrazia culturale.

Fino alle avanguardie storiche, la linea di demarcazione tra arte e artigianato era facilmente rintracciabile nel differente sistema di produzione: l’unicità artistica (il rifarsi all’archetipo) e la serialità artigianale (il rifarsi al prototipo). Oggi che dopo tutte le rivoluzioni estetiche del novecento, l’arte si è appropriata del concetto di serialità, tanto che esso è da considerarsi come uno dei totem dell’arte contemporanea, occorre rintracciare la linea di demarcazione tra la serialità artistica e quella artigianale. E forse si ritorna a bomba: la serialità artistica ha comunque un marchio di unicità che manca alla serialità artigianale.

L’artista non deve solo essere in grado di cogliere l’attimo, ma anche avere la capacità di chiamarlo, evocandolo con la sua arte divinatoria, quell’attimo.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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