IMMAGINAZIONE E POTERE. #fantasia #creatività #politica #progresso #burocrazia

“L’ immaginazione al potere” gridavano i giovani nel ’68, manifestando tutta la loro ingenuità stratificata da migliaia di generazioni fino allora costrette dentro al guscio. Ma l’ingenuità non stava nel credere possibile la realizzazione di una utopia. No, affatto: l’immaginazione al potere non è utopia, ma, per quanto in modo latente, prassi. Si, l’immaginazione, quando è stata libera di svilupparsi, ha sempre esercitato in modo travolgente il suo potere. Ci volle una grande immaginazione per conquistare la stazione eretta, come per addomesticare fuoco, piante e animali; ci volle e ci vuole una grande immaginazione per ogni piccola o grande conquista civile. Nessun sistema politico o di mero potere può rimanere a lungo impermeabile alla prorompente carica rivoluzionaria dell’immaginazione. Dunque, l’ingenuità non stava nel credere realizzabile un’utopia che in fin dei conti non era tale; piuttosto, nel non aver capito fino in fondo di come la dilagante società dei consumi e dello spettacolo, con la sua omologante globalizzazione dei gusti e del pensiero, stesse togliendo spazio all’immaginazione; e soprattutto, di come quest’asfissia non avvenisse nelle stanze del potere, ma nella mentalità degli individui.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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