L’OCCHIO DEL POETA #poesia #poeta #sguardo

Il poeta è sempre dentro ad ogni cosa, ma guarda ogni cosa dal di fuori. Il suo sguardo è periferico, marginale; con quello sguardo traverso però lui coglie la sostanza di ogni cosa, ben al di là della retorica idealizzante che ha come unico fine la beatificazione della miseria funzionalista.
Il poeta partecipa ad ogni cosa, ma vive nel regno dell’inappartenenza. Sui sentieri che lui percorre, gli occhi indiscreti degli integrati, inconsapevoli e pulsionali, addensano nubi gravide di cariche negative. Quegli occhi sono lame che dilaniano la sua psiche, ma va avanti su quei sentieri, non corregge il tiro, avanza inflessibile, pagando senza batter ciglio il gravoso tributo all’autentico.
Sa bene che, oggi più che mai, bisogna cavalcare l’onda, adeguarsi all’agghiacciante euforia dell’esserci. Ma il poeta è al mondo per trapassare la realtà, per svelarne l’inconsistenza delle trame e consacrarsi in sacrificio all’essere.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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