TEMPI E MODI DELL’OPERA D’ARTE. # poesia #estetica #arte

ARTE POSTUMA

L’arte è comunque postuma. Prerogativa dell’arte, della vera arte è di parlare alle generazioni, di porsi come ponte tra il presente e le epoche future. Omero ci aiuta ad indagare sulla natura umana da 2700 anni; Eschilo e Sofocle da 2500 anni ci mostrano i limiti della giustizia umana e divina; Dante dopo 700 anni continua ad essere uno dei principali pilastri su cui si regge la formazione culturale italiana e non solo; la leopardiana ginestra ci racconta la straordinaria e definitiva weltanschauung del recanatese da 182; Amleto da più di quattro secoli getta i suoi ponti tra le epoche, così profondamente arcaico e medievale e così profondamente contemporaneo e post-moderno. E questo ragionamento può essere fatto per ogni forma d’arte.
Tutto ciò che non si cura di germogliare nel susseguirsi delle generazioni, che vive nell’attimo del suo esserci al mondo, che si pasce della gratuità dei giudizi di circostanza e dei salottini elitari, per quanto possa avere successo tra i contemporanei, è destinato all’oblio fatale ad ogni mondanità.

I MODI DELLA POESIA

La poesia ha sostanzialmente due modi per essere espressa: il modo di giocare con il senso e il modo di giocare con il suono. L’uno non esclude l’altro, evidentemente; anzi, la misura della poesia sta proprio nel miscelare armoniosamente questi due modi, con fantasia ma senza stravaganze che non siano insite nel modo del gioco. Il modo del senso si predispone al gioco per la sua natura plurivoca che si dirama nel delta delle direzioni della poesia, delle significanze delle parole e dei percorsi evocativi di esperienze sensibili. Il modo del suono si gioca nella coniugazione del modo del senso con le qualità ritmiche, armoniche e melodiche insite nelle parole e nella loro combinazione, in modo da immergere il lettore in una stimmung che lo accompagni negli abissi della poesia.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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