LO SQUALO E IL BOCCALONE #governo #elezioni #premier

Nonostante l’avversione viscerale che nutro per Matteo Salvini, devo riconoscere che, nelle trattative per eleggere i presidenti dei due rami del Parlamento, il segretario leghista ha dimostrato di avere un autentico talento politico. Finora aveva fatto intravedere doti da capo popolo e capo branco, indubbie capacità mediatiche, ma mai di essere in grado di portare al successo una strategia efficace, rapida e autorevole come quella messa in campo nell’importante passaggio parlamentare. E questo soprattutto per il suo modo di porsi nei confronti dell’alleato Berlusconi, ridotto a fare da sparring partner e costretto ad incassare colpi sotto la cintola. Ora appare ancor più chiaro che le ambizioni da premier di Salvini non possano che poggiare sull’asse con Di Maio, ma questo può avvenire solo con un programma che non urti la sensibilità civica dei cinquestelle. Un eventuale accordo di governo sarà il preludio di un’avventura politica comunque piena di insidie, sia per le incognite sull’effettiva concretezza dei programmi, sia per i riscontri in termini di consenso che un’azione di governo non in linea con i programmi dei due partiti usciti vincenti dalle elezioni può comportare, specie nel caso di un ritorno alle urne in tempi brevi.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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