LA MISURA DELL’AUTENTICO #arte #epos #pathos

Epos e pathos sono ingredienti necessari in ogni opera d’arte, specie quando queste sono venate di dramma, di malinconia, di sofferenza, di aspirazione all’oltre. Ma proprio nella giusta misura, nel dosaggio da farmacista di questi due ingredienti sta il limes tra l’autentico e il finto nell’arte. Ciò perché epos e pathos sono immediati, non richiedono alcun giudizio critico a giustificazione dell’abbandono al godimento estetico. Questa totale accondiscendenza della fruizione nei confronti dell’opera d’arte è il virus più letale per l’autenticità artistica; un virus che uccide con la lusinga e la compiacenza consolatoria, avviando l’opera sulle strade lastricate d’oro della stereotipia.
Così come il comico che si preoccupa che il suo humor sia compreso da tutti, cade fatalmente nel pantano del cliché. L’humor dev’essere piuttosto sottoposto al giudizio del pubblico, per capire dove, come e quando funzioni meglio. Ma funzionare meglio non deve essere sinonimo di soddisfazione della pancia del pubblico, quanto della capacità di generare una dialettica nel pubblico e in ogni individuo preso per sé.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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