THRHSH, IL POPOLO SOMMERSO #Sardegna #civiltànuragica #popolidelmare

I cosiddetti Popoli del mare hanno stimolato la formazione di un’imponente bibliografia negli ultimi decenni, da parte di eminenti studiosi di tutto il mondo. Eppure, poco o niente si è scritto a proposito di una delle etnie che parteciparono alle coalizioni che tra il XIII e XII secolo a.C. sconvolsero le coste meridionali e orientali del Mediterraneo. Mi riferisco a quelli che nelle raffigurazioni egizie dell’età Ramesside vengono rappresentati con tratti somatici indo-etiopici, chiamati Thrsh e che hanno trovato come unica correlazione plausibile i Tirsenoi (costruttori di torri), il nome dato dai greci classici agli Etruschi (lo stesso nome Etruschi, eliso il prefisso in e-, richiama chiaramente i termini egizio e greco). Ma perché dare a un popolo, noto piuttosto per gli archi e le volte, il nome di costruttori di torri? E come si può mettere in relazione un popolo protagonista del periodo dell’epica omerica(XIII-XII secolo .C.) con un popolo pressoché contemporaneo dei greci dell’età classica? E’ chiaro che siamo davanti a un anello mancante che non può che essere cercato e trovato nella terra dei costruttori di torri: la Sardegna. E già, non c’è altra terra che possa essere stata la patria dei Tirsenoi/Thrhsh/Tirreni se non l’isola delle 7000 torri censite. Nonostante ciò, studiosi ed appassionati sardi si sono fatti monopolizzare l’interesse da coloro che diedero il nome all’isola, i S(h)ardana, gli indomiti guerrieri nordici che approdarono nell’isola intorno al 2000 a.C., secoli dopo i loro rivali e poi coalizzati neri Thrhsh. La civiltà nuragica è la risultante delle complesse relazioni tra questi due popoli estremamente differenti.
Per capire da dove si mossero inizialmente i Tirreni, basterebbe seguire a ritroso il percorso di irraggiamento della loro caratteristica tipologia costruttiva: la tholos, la falsa cupola. Gli archeologi sembrano sempre più convergere nella convinzione che le più antiche Tholoi siano state costruite nell’Arabia meridionale, precisamente in Oman. Qui, coincidenza, sono disseminate nel territorio moltissime costruzioni a tronco di cono che hanno tutte le caratteristiche per essere considerate antenate dei nuraghi. L’archeologia racconta di un popolo, chiamato dai Sumeri Magan, artefice di una civiltà molto progredita nella prima età dei metalli, grazie alla ricchezza di miniere di rame, all’abilità nella navigazione in mare aperto e alla strategica posizione di cerniera tra le più progredite civiltà del tempo: l’Egitto, la Mesopotamia e la Valle dell’Indo. Infine, costretta all’esodo a causa di mutamenti climatici e/o delle pressioni espansionistiche egizie.
La toponomastica suggerisce un loro passaggio nelle coste sudorientali del Mediterraneo (Turchia, Tiro, Tarabulus, Troia ecc.), dove si diffuse rapidamente la Tholos. Dulcis in fundo, dopo decenni e forse secoli di ricerca, l’approdo nella terra promessa che si offriva come base privilegiata verso un immenso territorio (l’occidente mediterraneo) pressoché vergine, ideale per esercitare il talento nella navigazione e colonizzare. Almeno fino a quando non arrivarono i biondi S(h)ardana costringerli alla subordinazione. Dal complesso rapporto conflittuale e collaborativo tra questi due popoli fiorì l’alchimia nuragica.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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