STILE, FORMA E SOSTANZA #arte #costume #estetica

Nell’accezione comune, stile e forma sono considerati praticamente sinonimi. Una possibile differenza sta nei campi d’uso delle due parole: stile appare più appropriato in riferimento al modo di apparire o di compiere gesti o atti; forma appare più congeniale quando si parla di comportamenti ad alta convenzionalità (diplomatici, burocratici o semplicemente sociali). Stile, in pratica è qualcosa di più individuale, personale, mentre forma è qualcosa di legato alle convenzioni di una data comunità e/o di un dato periodo storico. Così, in arte si può dire che lo stile sia la personalizzazione della forma; ovvero, quel particolare tratto che denota il carattere tipico di ogni singolo artista, in grado di risaltare su di uno sfondo formale condizionato da eventi e convenzioni di una determinata temperie storica e culturale.
Piuttosto, differenze più marcate tra l’accezione comune e il senso artistico che viene dato ai due termini stanno nel rapporto in cui vengono posti con un termine spesso associato e finanche contrapposto ad essi: sostanza. Se nell’accezione comune stile e forma raramente vengono considerati in diretta relazione alla sostanza, in arte, stile e forma sono sempre stati considerati come manifestazioni della sostanza, rispettivamente come tratto peculiare dell’artista e come rapportarsi alla temperie storica e culturale da egli vissuta. Questo almeno fino a quando l’astrattismo (che paradossalmente doveva rappresentare l’apoteosi della coerenza nel rapporto tra stile-forma e sostanza) non ha aperto, facendo saltare del tutto i rapporti con la figuratività tradizionale, un buco nero dell’interpretazione, delegando alla sola testimonianza dell’artista le prove del vincolo tra stile-forma e sostanza. Questa evoluzione(?) dell’arte contemporanea si riflette nei comportamenti della società di massa, in cui lo stile ha fagocitato forma e sostanza e ha assunto un’esistenza autonoma e totalizzante, spesso in aperta e insanabile contraddizione con ciò che si vuole rappresentare.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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