APOCALITTISMO DA APERITIVO #profeziamaya #apocalisse #postmoderno

Albertomassazza's Blog

apocalisseLa banalizzazione, vera religione del postmoderno, non risparmia nulla, neppure l’atavica paura della fine del mondo. Così, nell’epoca della benjaminiana riproducibilità tecnica, anche l’apocalisse viene prodotta su scala industriale. Non c’è più bisogno di testi sacri per trovare date fatidiche, bastano due righe di Nostradamus o Malachia o di qualche altro supposto veggente, furbescamente aperte ad ogni interpretazione, o un versetto maya o di qualche altra antica civiltà, per riproporre ciclicamente, ma a distanza sempre più ravvicinata, la fine dei tempi.

Ci sarebbe da chiedersi perché la società del benessere necessita continuamente di questi allarmismi semiseri. Una risposta potrebbe venire dal fatto che la precarietà, fino a pochi decenni fa condizione sine qua non dell’esistenza umana, oggi viene riferita quasi esclusivamente allo status sociale dell’individuo: da una precarietà congenita dell’uomo nei confronti della natura si è passati a una precarietà possibile dell’individuo nei confronti della società. Così, un’umanità che non…

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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