PALCO O PATIBOLO #poesia #mondo #opera

maschere

Al chiuso della stanza,
il lungo sonno in muta
risonanza attendo, al peso
morto della conoscenza
l’esanime passione incatenata.
Confonditi coscienza
nell’universo immemore,
palco o patibolo, nessuna
sostanziale differenza, chiuso
il capitolo sul grave passo
che incede inarrestabile.
Come Werther, t’invito
primavera a non destarmi
col tuo soffio e come
Chenier, toccandomi
la tempia, dirò che,
nonostante il poco combinato,
ci stava tanto dentro.
Io non mi assumo la piena
responsabilità del fallimento
e al mondo boia in eredità
questo fardello lascio.
.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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