DINO CAMPANA, IL MANOSCRITTO DISPERSO E LA MEMORIA DISPERATA #dinocamapana #poesiaitaliana #genova #cantiorfici

Albertomassazza's Blog

manoscritto campana

Nel 1913, Dino Campana si presentò nella redazione della rivista letteraria “Lacerba”, a Firenze. Portava con sè l’unica copia manoscritta di una raccolta denominata “Il più lungo giorno”, la prima stesura del suo capolavoro “Canti Orfici”. Consegnò il libretto ai due animatori della rivista, Giovanni Papini e Ardengo Soffici, figure di artisti e intellettuali tra le più influenti della prima metà del novecento italiano. I due non diedero molto peso al materiale che quel giovane poeta trasandato e disadattato consegnò loro e lo misero da parte, senza avergli dato nemmeno un’occhiata. Alcuni mesi dopo, il giovane marradese, spazientito dalla vana attesa di una risposta, ritornò a Firenze per chiedere conto del suo manoscritto, ma i due intellettuali non seppero dirgli dove fosse finito, cercando di scaricare l’uno sull’altro la responsabilità dello smarrimento. Dino, il cui equilibrio psichico era già precario,  diede in escandenze, minacciando di farsi giustizia col coltello. Ormai…

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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