MEMORIALE OLFATTIVO #poesia #natura #profumo

Immag0110Al fiuto era il salso
del mare; ora resta soltanto
un falso miraggio che vivifica
appena il siriaco gravame
indolente che giunge sull’umbro
Appennino, dove la spongiforme
terra ambisce alla palude.
Al fiuto era la polverosa
macchia riarsa che pareva,
insolente di spocchia
odorosa, la sfida lanciare
al deserto incombente,
pervasivo murdegu dal fogliame
adesivo. Ma le dacquate qui,
tra i figli d’etruschi nipoti
dei tursi, sviliscono gli odori
e il gelsomino notturno
non si avverte a distanza,
non penetra le nari a perdita
di vista; accademico il geranio,
nell’appannato aroma, non fugge
l’ordinario del vaso, non tenta
selvagge avventure; e l’oleandro,
misero di resina, non sparge
gli effluvi mielati per l’aria.
Di sole erbe, nei macerati
clivi, si nutrono le nari,
di timo, origano e menta.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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