SILVIO AL CAPOLINEA #berlusconi #damabianca #condanna

berlusconiMentre le sue truppe cammellate avanzano in ordine sparso, nel disperato tentativo di evitare l’imminente uscita di scena del capo, Berlusconi si contorce alla ricerca di un’idea per tamponare la molto presumibile emorragia di consenso, nel caso di un’inevitabile limitazione della sua libertà d’azione, dopo la pronuncia del Tribunale di Sorveglianza di Milano del prossimo 10 aprile. Renzi si sta fregando le mani, ben sapendo che un buon numero di orfani berlusconiani, di fronte alla canea che scoppierà in Forza Italia dopo che Berlusconi sarà forzatamente impedito a tenerne le redini, non potrà che affidare il proprio consenso a lui, il nuovo principe della politica italiana. L’ex cavaliere, autosospesosi dalla carica per evitare l’umiliazione della cacciata, non sa da che parte sbattere la testa: la discesa in campo di una o di entrambe le figlie, se da una parte potrebbe limitare il crollo di consenso, dall’altra esporrebbe Mediaset agli attacchi politici, con Forza Italia in una posizione non più centrale, ma subalterna e senza la possibilità di poter sfruttare il grande talento da paraculo del capo.

Come se non bastassero i guai giudiziari pregressi, ecco che nientemeno che una signorina che alcuni anni fa era passata agli onori della cronaca per essere stata notata nella delegazione dell’allora premier Berlusconi in missione in Centro e Sud-America, viene fermata con un trolley infarcito di 24 chili di cocaina. L’ennesima dimostrazione di inopportunità politica di Berlusconi è evidente: si portava appresso, nelle missioni diplomatiche, una signorina che per arrotondare fa (e magari faceva) il corriere del narcotraffico. Se appare inverosimile un coinvolgimento diretto dell’ex cavaliere nel narcotraffico, la presenza nelle missioni proprio nei paesi esportatori di cocaina della Dama bianca (che più bianca, a questo punto, non si può) apre il campo ad ipotesi sconcertanti: non è che Berlusconi, già in passato costretto a tenersi in casa uno stalliere che, più che di cavalli, s’intendeva di esecuzioni mafiose, abbia dovuto rendere qualche favore, garantendo copertura all’avvenente signorina Gagliardi per il suo lavoro da corriere?

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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