MODALITA’ DELL’ESSERE #poesia #essere #modo

individuo societàE tu racchiudi l’essere in un modo,
un taglio di capelli, un uniforme
casual, un indelebile graffito
sulla pelle; il mio sta stretto,
ipertrofico, al colmo dell’abisso,
solleva remore dai loro incarichi
e ne fa archetipi.

Voglio sputar nell’occhio
che mi condusse a guardar
la luna e non il dito!
Qui, oramai, chi non è cieco
per gli astri, si trova un buco
nero in espansione nella profondità
delle sue viscere.

Che cosa disse il satiro a Re Mida?
Dalla sciagura dell’esserci, la testa
sollevata sul gran fiume, ci si salva
solo con la falsa sciagura
della scomparsa.

E non ricordo più l’ultima volta
che fui giocato dal mio gioco,
(Gadamer in respiro heideggerriano).
Essere immersi è tutto in questo mondo;
immersi fino all’ultimo capello, felici
nell’affanno, convulsi fabbricanti
di ragioni per rimanere aggrappati
a questo impazzimento.

Sempre straniato, io, dalla catena
di montaggio degli affetti, un nato
stanco per la ritualità formale,
ma non scansafatiche, padre, il corpo
ben disposto all’azione, la mente
mai convinta e l’agguato costante
dell’alienazione.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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