LA VERA PARTITA E’ A SINISTRA #governorenzi #civati #fabriziobarca

barca civatiHa iniziato Civati, non appena conclusa la direzione del Pd di giovedì scorso che ha sfiduciato Letta. Il deputato brianzolo ha messo in giro voci di scissione, poi smentite, poi rilanciate come iniziative personali. Su twitter, Civati ha lanciato l’hashtag sinistramente parodistico #matteostaisereno e ha fatto balenare l’ipotesi di dimissioni dal Parlamento. A ruota, mentre i leader della sinistra interna motivavano il voto di sfiducia di fronte alla base sconcertata, importanti esponenti di quell’area prendevano pilatescamente le distanze dai modi rudi e spicci con i quali è stato affrontato l’avvicendamento a Palazzo Chigi, addossando la responsabilità esclusivamente a Renzi. Infine, Fabrizio Barca, da tempo impegnato nella sua “mobilitazione cognitiva” sul territorio, è caduto (ne siamo sicuri?) nello scherzo del programma La Zanzara di Radio24, confidando al finto Vendola la sua totale assenza di fiducia nel governo nascente e lamentandosi delle pressioni ricevute per accettare il Ministero dell’economia, dietro le quali pressioni ci stava, a suo dire, l’immancabile De Benedetti.

L’episodio di Barca è importante perché ha tutti i crismi per essere considerato il segnale d’avvio della seconda fase del progetto dell’ex Ministro del territorio: quella dell’esposizione mediatica. L’impegno di Barca, ideale candidato da contrapporre a Renzi in una logica interna (ma si è visto come la logica interna possa essere in grado di condizionare le sorti del governo); Fabrizio Barca, dicevo, finora ha rivolto il suo impegno quasi esclusivamente al territorio; con queste dichiarazioni, comunque siano andate effettivamente le cose, ha fatto un raid nella scena mediatica della politica nazionale, attizzando i carboni ardenti di un dibattito già di per sé acceso. Difficile pensare che la concomitanza di tutti questi episodi sia stata frutto di casualità. Più logico pensare che la sinistra Pd voglia mantenersi le mani libere nei confronti del governo Renzi, per ritagliarsi un ruolo da battitore libero, lasciando ad altri l’onere di delineare la compagine dell’esecutivo, per poi far pesare, in sede parlamentare, la sua forza di condizionamento.

Allo stato attuale, non c’è alternativa all’asse Renzi-Ncd-Scelta civica, ma le dichiarazione del senatore pentastellato Orellana aprono prospettive per equilibri inediti che potrebbero emergere in tempi relativamente brevi. Su questi equilibri, potrebbe essere lo stesso Renzi a dare un nuovo assetto al suo governo. Ad ogni buon conto, l’accelerazione renziana sta avendo il merito di rendere molto più dinamico il panorama politico nazionale; questo dinamismo potrebbe portare a nuovi colpi di scena.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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