GIAGUARI, ZANZARE E STERCORARI #bersani #politica #democrazia

bersaniIl macabro florilegio di commenti deliranti, riversatosi su internet non appena è stata data la notizia dell’aneurisma di Bersani, è questione che riguarda più la sfera estetica che quella etica. E’ la manifestazione di un cattivo gusto che emerge da una cultura, ahimé,  ben più diffusa, questa si dai risvolti squisitamente etici; una (sotto)cultura che è la riproposizione in chiave moderna del topos del capro espiatorio, della caccia all’untore o alla strega, che, centrifugato dal vortice comunicativo contemporaneo, è ormai uscito da ogni controllo. Quei commenti deliranti sono i frutti marciti, ancor prima d’essere maturati, di un pensiero dominante stereotipato, manicheo, che procede categorico e categorizzante, che vede il marcio dappertutto, ma mai la trave nel proprio occhio. La marginalità degli autori materiali di quei commenti sta nell’aver travalicato dei limiti di pudore universalmente riconosciuti; il mostrare gioia per la malattia altrui e augurarsene la morte è un atteggiamento che, anche tra gli eserciti di qualunquisti che dilagano in Italia, non può trovare facilmente consenso. Tutt’altro: può far aprire gli occhi ai tanti ingenui che non hanno ancora capito quali baratri si possono aprire, quando si seguono sentieri lastricati di buoni propositi, ma senza avere coscienza della direzione presa.

Fa specie che una tale e totale perdita del senso della misura prenda come bersaglio privilegiato un politico che, aldilà delle opinioni di parte, ha sempre tenuto un profilo discreto e rispettoso dell’altro, pagando in prima persona i propri e gli altrui errori, senza mai nascondersi dietro a un dito. Basta l’appartenenza a una categoria invisa, nella fattispecie quella politica, per scatenare i kamikaze dell’insulto libero, della gratuita iettatura. Ma a cercare mandanti morali, per altro facilmente individuabili, o a isolare questi poveracci, considerandoli come mele marce di un frutteto per il resto sano, si commetterebbe lo stesso errore di superficialità che sta alla base di questa deriva di odio delirante e indiscriminato. La degenerazione del dibattito politico non è causata dai deliri di qualche migliaio di invasati giustizieri del web; piuttosto, quella cultura diffusa che usa l’informazione come clava, facendone risaltare aspetti parziali o distorcendola per renderla più adatta alle strumentalizzazioni di parte, se non la causa, è il terreno più fertile per tali deliri. Appare paradigmatico che a venirne sommerso sia stato proprio uno dei pochi politici ad aver sempre rifiutato la logica del dibattito politico trasformato in lotta nel fango, nonostante, nell’ultimo anno, abbiamo cercato in tutti i modi di trascinarcelo, avversari e presunti compagni.

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2 risposte a GIAGUARI, ZANZARE E STERCORARI #bersani #politica #democrazia

  1. Tale Bano ha detto:

    Se non avessimo avuto Bill Gates,Steve Jobs e Mark Zukerberg ci saremmo cullati nell’illusione che i teppisti erano solo quelli della curva sud. Al massimo una scazzottata allo stadio o in osteria. “Il progesso poteva forse andar bene una volta,ma è durato troppo”.

  2. loscalzo1979 ha detto:

    Purtroppo l’estensione dei social network sta all’estensione della stupidità e dei 15 minuti di fama di Warhol come lo fu a suo tempo quella della stampa: ha permesso una rapida estensione di una cultura a un prezzo equo (e in maggior numero e rapidità di libri rispetto alla pratica amanuense) ma ha permesso a chiunque avesse accesso a una stamperia di scrivere quello che gli passava per il capo.

    Ma come al solito, la Storia farà il suo corso e i beoti torneranno a essere anonimi e rimarranno solo quelli che hanno saputo davvero usare con il cervello tali mezzi

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