SU RAPPRESENTAZIONE E RAPPRESENTANZA POLITICA #politica #comunicazione #democrazia

minotauroLa divaricazione tra rappresentazione e rappresentanza è indice di una degenerazione della democrazia, così come l’identificazione dei due termini che avviene nel populismo. Intendo: il populismo si sente rappresentato quando viene rappresentato, ma la rappresentanza è effettiva quando le domande trovano risposta nella pratica, a prescindere dalla rappresentazione che ne sia stata fatta. Il populismo non sente la necessità di verificare che le domande abbiano trovato risposte pratiche, ma si accontenta di vedere le sue domande replicate dal leader: la rappresentanza si identifica con la rappresentazione.

La rappresentazione attira il consenso; la rappresentanza lo giustifica. La rappresentazione è la trasfigurazione ideale e metaforica della linea programmatica di una politica; la rappresentanza si compie nella tangibilità dei risultati ragionevolmente ottenuti. In una società pervasivamente caratterizzata e condizionata dalla comunicazione, non si può certo pensare di porre limiti alla rappresentazione, se non quelli generalmente riconosciuti per ogni ambito della vita civile. Ma per far si che una democrazia non degeneri in forme autoritarie e plebiscitarie, è necessario che la rappresentazione ripristini il cordone ombelicale che la deve tenere legata alla rappresentanza.

L’attuale pericolosa divaricazione tra rappresentazione e rappresentanza, come il rischio della loro identificazione in un’ottica di straripante populismo, non condiziona solo la sfera politica, ma ogni aspetto della vita sociale. L’esplosione della comunicazione di massa ha fatto si che nella quotidianità degli individui i momenti di rappresentazione siano esponenzialmente aumentati, relegando i momenti più intimi e autentici, la vera rappresentanza, in spazi temporali sempre più ristretti. L’egemonia nullificante della rappresentazione sulla rappresentanza in politica, che avvenga nel senso dello scollamento o della sovrapposizione identificante, è proiezione fedele dell’egemonia del pubblico sul privato nella società.

Il rischio che si corre non è più il totalitarismo che, attraverso l’estetizzazione e la metafisica dei simboli, annullava ogni possibilità di indipendenza intellettuale, ma una forma (anti)politica che si creda compiuta nella rappresentazione e perda ogni possibilità di rappresentanza. L’aderenza della rappresentazione alla rappresentanza si ha quando il popolo viene considerato come un mosaico di minoranze, non come un animale mitologico di cui non si distinguono le singole parti.

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7 risposte a SU RAPPRESENTAZIONE E RAPPRESENTANZA POLITICA #politica #comunicazione #democrazia

  1. francesco musella ha detto:

    La rappresentanza è il governo con una sua maggioranza parlamentare e un leader che avendo giurato sulla Costituzione può rappresentare anche il paese nel suo mandato senza che questo crei sfaceli come vogliono far credere quelli della sinistra potronara, privilegia, feudale e affarista dietro le quinte. Con gradni risparmi di spesa pubblica e questo non guasterebbe visto il debito. La rappresentazione è data dal programma di governo, la cui attuazione e consistenza è passata al voglio degli elettori nella successiva tornata elettorale. E poi c’è la rappresentanza dell’opposuzione che consiste nella sua capacità di controllo e di analisi dei provvedimenti del governo al potere. La rappresentazione dell’opposizione è quella di costrure un programma alternativo per il futuro.
    Elementare watson, in un paese civile, ma noi civile non siamo e allora via alle masturbazioni teoriche che non portamo da nessuna parte se non allo sfascio in cui siamo.

  2. albertomassazza ha detto:

    temo che tu abbia le idee un po’ confuse.

  3. francesco musella ha detto:

    Io dico come uscire da ciò che tu rilevi e su cui sono d’accordo. L’essenza della democrazia è il governo del popolo, il populismo si genera nella confusione delle responsabilità e dei poteri.
    Diamo al popolo un sitema politico chiaro, con i suoi contrappesi e antidoti al populismo e al revanscismo e la democrazia può funzionare. Con alcuni correttivi e sulla base dei primi 12 principi costituzionali, il sistema americano Usa, con l’annesso conflitto di interessi sarebbe il migliore. Se poi per te democrazia significa governo della sinistra allora il confuso sei tu, e le tue seghe mentali non mi interessano.

    • albertomassazza ha detto:

      Ma perchè continui a parlare di governo della sinistra e continui ad offendere definendo il mio ragionamento masturbazione mentale? Sarai anche d’accordo con me, ma non hai capito nulla del mio ragionamento.

      • francesco musella ha detto:

        La divaricazione tra rappresentazione e rappresentanza è sintetizzabile con il detto, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Più tra le due rive è grande il mare, più la democrazia degenera nel populismo. Questo è in sintesi il tuo costrutto, se non erro. Io sono d’accordo, ed è proprio quello che sta accadendo in Italia, con governi di annunciatori, populisti, Silvio, Monti, Letta, e il paese che si impoverisce. Poi certamente c’è il populismo gridato di Grillo, i forconi, ma se abbastanza intelli gente da capire che le promesse di letta, sono altrettante promesse populiste, perché fatte alla pancia del popolo be sapendo che mai riuscirà a realizzarle. Ma a differenza di te io vedo le cause di ciò nel sistema politico, e la sua soluzione nel riordino del sistema. Se il popolo ha gli strumenti per smascherare e punire gli annunciatori, la divaricazione tra rappresentanza, gli eletti, e rappresentazione, i lro annunci, viene ridotta al minimo. Un governo, quale soggetto rappresentativo di una rappresentazione, (programma) votato dagli elettori e messo in condizioni di governare senza passare per le forche caudine delle commissioni, e dei doppi e tripli passaggi parlamentari, e poi del quirinale, dovrà poi risponde di quello che fa, senza più scuse. Quindi ridimensionare il ruolo del parlamento, cioè, approvare o respingere. Comunque ti consiglio di leggere un certo Calamandrei.

  4. albertomassazza ha detto:

    Tanto per tagliare la testa al toro; la mia breve riflessione, volutamente aperta, verte sul rapporto tra rappresentazione e rappresentanza; il populismo è esemplificazione esaustiva di questo rapporto, ma il mio ragionamento è più largo e considera il populismo non come degenerazione di un sistema virtuoso, ma come punta dell’iceberg di un rapporto squilibrato tra rappresentazione e rappresentanza che non riguarda solo la politica, ma ogni campo della vita sociale. Ad esempio, nel commercio c’è la rappresentazione pubblicitaria, iperbolica, piena di promesse, e c’è la rappresentanza del venditore che non può certo pensare di vendere ricalcando il modo comunicativo pubblicitario. Io posso avere il mio orientamento politico, posso pensare che un leader sia meglio di un altro, ma con questo articolo non c’entra niente.

    • francesco musella ha detto:

      Sì ho capito, ottima riflessione, comunque nell’era moderna ,marcketing e poltica spesso si intersecano e si confondo ci piaccia o no. A proposito di riflessione, io credo che la sinistra e la destra non siano luoghi politici, ma luoghi sociali. La politica, la buona politica , dovrebbe essere quella che ne sintetizza gli interessi.. ma devo ancora lavarci.. vabbè, ciao.

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