FUNZIONALITA’ STRUMENTALE DELL’ARTE #trascendenza #arteterapia #intrattenimento

 

 

laocoonte

Si tende a considerare l’arte completamente slegata da ogni funzione strumentale, priva di valore d’uso. Ciò non è del tutto vero: l’opera d’arte architettonica, per esempio, nasce per soddisfare anche delle funzioni strumentali; una chiesa o un palazzo, oltre a rispondere a canoni estetici, hanno un intrinseco valore d’uso; ogni loro parte, oltre alla funzione decorativa, svolge un compito strutturale. E questo a prescindere dal fatto che anche la decoratività possa o meno essere considerata una funzione strumentale. Un quadro o una scultura in una sala, non hanno solo un valore di per sè in quanto opere d’arte, ma assumono anche un ruolo di complemento d’arredo, al pari degli altri oggetti presenti nella sala.

La decoratività, per secoli veicolo privilegiato per attrarre i fruitori verso una più completa funzione trascendentale, oggi è divenuta la più seria minaccia ad ogni forma d’arte che non voglia esaurire il suo compito in una fruizione puramente edonistica o strumentale. Paradossalmente, ciò è avvenuto a seguito dell’assalto frontale delle avanguardie storiche proprio contro l’ideale del bello che aveva condizionato i canoni estetici, immutati per secoli. Il tentativo delle avanguardie di liberare la funzione trascendentale dell’opera d’arte dalla decoratività si è rivelato un boomerang. A causa della cripticità della nuova arte, il fruitore si è man mano affrancato da ogni volontà interpretativa e, una volta abituatosi ai nuovi canoni estetici, ne ha riconosciuto il valore puramente decorativo.

Anche la funzione catartica ha subito una trasformazione nell’ultimo secolo. La civiltà tecnocratica, smaniosa di trovare una funzione strumentale ad ogni manifestazione artistica, ha trasformato la capacità dell’opera d’arte di adempiere, attraverso la sintesi identitaria e il rispecchiamento collettivo, a un compito di catarsi comunitaria, in terapia atta alla cura di patologie psichiche o al recupero dal disagio sociale. Alla funzione sociologica di rafforzamento dell’identità comunitaria si è andata sostituendo una funzione terapeutica, psicologica e individuale (o categoriale).

In definitiva, l’orizzonte pragmatico della moderna società scientifico-razionalista ha negato all’opera d’arte ogni sua funzione messianica e trascendentale, riportandola ad una funzione decorativa e di intrattenimento o incanalando la sua portata trascendentale in una funzione strumentale terapeutica o socio assistenziale.

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