BOULE DE SUIF #maupassant #romanzo #letteratura

boule de suifQuando nel 1878 Emile Zola prese casa a Medan, piccolo paese poco fuori Parigi, una cerchia di giovani letterati, devoti a Flaubert e allo stesso Zola, prese a frequentare l’abitazione del maestro (per la verità non molto più anziano e affermato dei discepoli) per discutere di letteratura. Tra di loro, due scrittori destinati a diventare protagonisti della letteratura francese del tardo Ottocento: Joris-Karl Huysmans e Guy de Maupassant. Per rendere manifeste le idee scaturite dalle frequenti riunioni dei letterati (oltre ai tre citati, Céard, Hennique e Alexis), venne deciso di pubblicare una raccolta di sei novelle intitolata Le serate di Medan, aventi come sfondo il momento più traumatico della loro generazione, la disfatta francese nella guerra contro la Prussia del 1870-71. Unanimamente, sia dalla critica che dal pubblico che dagli stessi autori, il racconto di Maupassant venne riconosciuto come il più riuscito, nonostante l’autore fosse al suo esordio. Persino Flaubert, amico di famiglia per parte materna e mentore del giovane Maupassant, ne parlò come di un capolavoro destinato a resistere nel tempo.

Boule de suif, tradotto in italiano Palla di sego (il sego è una sorta di strutto ottenuto dal grasso bovino, equino e ovino, al tempo molto utilizzato nella fabbricazione di candele), narra la storia di un gruppo di cittadini di Rouen, occupata dai prussiani, che prendono una diligenza per recarsi nella più tranquilla Dieppe. Il gruppo è composto da tre coppie di differente estrazione sociale, un rivoluzionario fallito, due suore e Elizabeth, una nota prostituta soprannominata, a causa della sue abbondanti rotondità, Boule de suif appunto. Nel ristretto spazio della diligenza, la prostituta è fatta oggetto dello sdegno e dell’indifferenza dei suoi rispettabili compagni di viaggio. Ma, a causa di una bufera di neve, la percorrenza della diligenza viene rallentata parecchio e Boule de suif dimostra di essere stata l’unica previdente ad essersi portata dietro un’abbondante riserva di alimenti. Uno a uno, gli altri viaggiatori mettono da parte il disprezzo sociale e abusano della generosità della prostituta, divorando in poco tempo tutte le sue provviste, per poi riprendere con nonchalance ognuno il proprio malcelato disprezzo nei suoi confronti, appena mitigato dalla provvidenzialità e generosità della donna.

Giunta a metà strada, nei pressi di un albergo la diligenza viene fermata da una pattuglia di militari tedeschi per un controllo. La vista della prosperosa prostituta scatena la libidine dell’ufficiale comandante che decide di unire l’utile al dilettevole: per dar via libera alla carrozza, Boule de suif gli si deve concedere. La prostituta si nega sdegnata, mostrando qualità morali e senso di appartenenza ben superiori ai suoi rispettabilissimi compagni di viaggio. Alla fine, stremata dalle pressanti preghiere degli altri, desiderosi di arrivare al più presto a destinazione, cede all’ufficiale. Con la morte nel cuore per essersi concessa al nemico, Boule de suif può riprendere il viaggio, nel rinnovato disprezzo dei suoi compagni.

Esordio letterario di un trentenne Guy de Mapaussant che, fino a quel momento, si era dedicato al lavoro di funzionario pubblico, a qualche divertissement poetico e teatrale e alla collaborazione con importanti giornali, quali Le Figaro e Gil Blas, nonchè alla frequentazione propedeutica dei salotti letterari di Flaubert e Zola, Boule de suif è sicuramente uno degli esiti più alti dell’intera opera del normanno. Feroce satira sociale e antimilitarista, il racconto strappa la maschera della rispettabilità borghese, incapace di guardare oltre agli interessi materiali e alle convenzioni sociali, ma sempre pronta ad inchiodare chi si ritrova a vivere fuori dalla norma. In questo mare di mediocrità, Boule de suif, la reietta, l’emarginata, emerge titanica con i suoi slanci morali, il cristianesimo  radicale del suo spirito di condivisione e di sacrificio per gli altri.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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