CASTELLO, NOME E DESTINO DI CAGLIARI #sardegna #quartieri #centrostorico

250px-CalarisarquerCome sanno tutti i sardi e molti non sardi, in Sardegna Cagliari viene chiamata Casteddu, anche dagli stessi Cagliaritani. L’origine del nome, anche questo è noto, non sta in un edificio particolarmente imponente, ma in un intero quartiere, conosciuto ancora oggi con il nome di Castello o, in sardo, Casteddu de Susu (Castello di sopra). Questo quartiere sorge su un colle di circa cento metri d’altezza, allungato da sud-ovest verso nord-est e situato in posizione centrale rispetto al sistema di colli che dominano la piana, le marine e le vaste aree umide che caratterizzano il territorio in cui sorge la città.

E’ verosimile che il colle, per la sua posizione strategica, sia stato frequentato sin dall’epoca nuragica, ma non sono state trovate tracce archeologiche a corroborare questa ipotesi. Risultano scarne anche le testimonianze di epoca fenicio-punica e romana. Il ritrovamento di due Sfingi in passato aveva fatto pensare che sul colle fosse ubicato il Tempio di Iside, ma nessun altro ritrovamento ha suffragato questa ipotesi. Negli ultimi anni, a seguito di lavori cominciati fortuitamente a causa di infiltrazioni d’acqua, nel Bastione spagnolo di Santa Caterina, inglobato tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento nel ben più imponente Bastione Liberty di Saint Remy, sono stati rinvenuti ambienti e reperti antichi. Da un successivo saggio di scavo della Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari e Oristano, è stato riportato alla luce un sito pluristratificato utilizzato, senza soluzione di continuità e con funzioni diversificate, dal periodo fenicio-punico al XIX secolo. Tra gli studiosi è forte l’idea che nel colle ci fosse un presidio militare romano, il Castrum. Nel VI secolo, Procopio di Cesarea, riferendosi alla riconquista dei Bizantini della città nel 552, dopo la momentanea occupazione dei Goti, scrisse di una città fortificata arroccata su un colle.

Le nebbie del passato si diradano quando, a seguito della pressione militare esercitata da Ubaldo I e Lamberto Visconti (quest’ultimo, al tempo, Giudice di fatto della Gallura, essendo il marito della Giudicessa Elena de Lacon), la Giudicessa di Cagliari Benedetta di Massa fu costretta a cedere ai pisani il colle, autorizzandone la fortificazione e l’utilizzo come presidio militare per coordinare la difesa dei loro interessi nel territorio del Giudicato. Seguì un quarentennio di torbidi e scontri, con il Giudicato che tentò di bilanciare l’ingerenza pisana con un’alleanza con i genovesi e i pisani che costantemente aumentavano le loro pretese, fino a quando, nel 1258, i Visconti, alleatisi con i Gherardesca e con Guglielmo di Capraia, reggente del Giudicato d’Arborea, distrussero la capitale Santa Igia, localizzata ad occidente a poca distanza dal colle, ponendo fine alla plurisecolare storia del Giudicato. Il territorio fu diviso tra i tre alleati e i pisani iniziarono le loro opere civili e militari sul colle, denominandolo Castel di Castro Callari. Da allora e fino al secondo dopoguerra, l’acropoli fu sede dei poteri politici e religiosi e l’accesso ad essa fu per lungo tempo interdetto ai sardi dopo il tramonto.

Questo è in sostanza il motivo per cui Cagliari viene chiamata Casteddu, dai suoi abitanti e dai sardi tutti. E questo spiega anche il motivo per cui i sardi non cagliaritani usano spesso questo nome con un’accezione vagamente dispregiativa: troppe volte, da Ampsicora a Giomaria Angioy, il loro anelito di indipendenza è stato vanificato dal potere che risiedeva in quella acropoli, Castello.

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2 risposte a CASTELLO, NOME E DESTINO DI CAGLIARI #sardegna #quartieri #centrostorico

  1. Pier Paolo Saba ha detto:

    Egregio Alberto Massazza.dalla sua descrizione sulla città di kALARIS antica (ANTICA CASTEDDU) si evince chiaramente che delle origine remote di tale sito,perdoni,ma dimostra ampiamente di essersi cristallizzato in un periodo preciso ignorando e conseguentemente stravolgendo tutta la conoscenza archeologica che dimostra (vedi gli ultimi scavi effettuati nella collina del parco Monteclaro) che denota una storia molto più antica e inusitata che lei evidentemente trascura per mera ignoranza.la invito quindi ad informarsi più dettagliatamente al fine di correggere il presente articolo pubblicato in una maniera scorretta deleteria che procura grave nocumento alla storia che rappresenta tutto il popolo sardo ed in particolare ai cagliaritani .

    • albertomassazza ha detto:

      Egregio signor Saba, legga meglio; capisco che lei prediliga la destrutturazione sintattica e, conseguentemente, si ritrovi a mal partito con i modesti scribacchini, qual è il sottoscritto, che rimangono ancorati all’arcaico senso logico. Dalla sua avanguardistica forma letteraria si evincerebbe che io avrei negato un’antichità del sito (Cagliari? Il Colle di Castello?) precedente (a chi? Ai romani? ai pisani?). Se non l’ha capito quest’articolo tratta delle radici etimologiche del nome con cui i sardi e i cagliaritani chiamano la loro città. Ci saranno altre occasioni per parlare della Cultura di Monte Claro.

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