EPICA E SPORT #mito #eroi #atleti

epica sport

Lo sport nasce da una ritualizzazione propedeutica all’arte della guerra, ma, allo stesso tempo, veicola l’aggressività verso un agonismo ben regolato, alternativo alla guerra stessa. Da una parte, è animato dallo spirito di condivisione fra  le persone; dall’altra, cementifica il senso di appartenenza di ogni singolo individuo.

Questa sua ascendenza bellica legittima il ricorso, nella narrazione sportiva, al senso epico. Ma per essere credibile e non scadere nel ridicolo, il senso epico necessita di localizzarsi in una dimensione altra dal quotidiano. Inoltre, per poter ambire ad incidere sull’immaginario collettivo, ha bisogno di consenso, di popolarità.

Prendendo a mo’ d’esempio i due sport più popolari in Italia, calcio e ciclismo, si può osservare come la pervasiva sovraesposizione mediatica del calcio abbia portato questo sport da un orizzonte mitico alla quotidianità, rendendo sempre più caricaturale ogni ricorso all’epica nella sua narrazione. La mondanizzazione e l’eccesso di informazione hanno spogliato gli atleti calciatori di quell’alone nebuloso di incertezza, di quell’equilibrio tra velamento e disvelamento che è un presupposto indispensabile per originare una credibile narrazione epica. Inoltre, il pedissequo ricorso alla mitizzazione del calcio da parte dei cronisti, lungi dall’affermarne l’epicità, non ottiene altro che la banalizzazione del mito.

Di contro, l’atleta ciclista, nonostante i tentativi dello show business di fagocitarne le gesta, grazie alla straordinarietà delle sue performance, ha mantenuto intatta la sua capacità di generare proiezioni mitiche nella collettività. Anche nel suo periodo più contrastato, quello dominato dal ricorso sistematico al doping, l’epica del ciclismo è rimasta intatta. L’immagine di Nibali vincitore nella tormenta di neve non può essere minimamente scalfita dalla positività all’epo di Di Luca, anzi relega l’azione di quest’ultimo da una dimensione truffaldina a una di umana patetica disperazione.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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