HOWARD HAWKS, REGISTA INVISIBILE E TRASVERSALE #hollywood #howardhawks #western #commedia

hawks Di pochi registi si può affermare che hanno attraversato la storia del cinema come Howard Hawks, sia in senso cronologico che categoriale. Attivo già nell’epoca del muto, sin dal primo decennio del sonoro dimostra la sua straordinaria versatilità, girando, dopo il film di guerra La squadriglia dell’aurora, il gangster story Scarface (1930-32), suo primo classico, di cui Brian De Palma nel 1983 farà il remake, traslando l’ambientazione dalla Chicago del proibizionismo alla Miami degli anni 80. Hawks passa dal bellico, con particolare predilezione per l’aviazione (Arcipelago in fiamme, 1943) , al noir (Il grande sonno, 1946, con Bogart e la Bacall), al western (Un dollaro d’onore, 1959; El Dorado, 1967; Rio Lobo, 1970, tutti con John Wayne), alla commedia musicale (Gli uomini preferiscono le bionde, 1953, con l’esplosiva coppia al femminile Monroe-Russell), al fantascientifico (La cosa dell’altro mondo, 1951) fino al Kolossal di ambientazione egizia (La regina delle piramidi, 1955, con Joan Collins). Discorso a parte merita la commedia, talvolta ibridata da stilemi e ambientazioni tipici di altri generi. E’ il caso di Colpo di fulmine, 1941, commedia con ambientazione gangster-story, di cui lo stesso Hawks girerà una sorta di remake nel 1948, Venere e il professore, ulteriormente ibridata dal musical; ancora, Ero uno sposo di guerra, 1949, con Cary Grant e Ann Sheridan, in cui, in un’atmosfera da tutti a casa post bellica, vanno in scena dapprima le schermaglie amorose tra i due protagonisti, entrambi ufficiali; poi la battaglia dei due, ormai sposini, contro la burocrazia, con Grant costretto a un’improbabile ed esilarante travestimento femminile, per poter seguire la mogliettina nella sua nuova destinazione; infine, la commedia fantasy Il magnifico scherzo,  con Grant e Marylin Monroe, in cui un ricercatore scopre un elisir di giovinezza e inavvertitamente lo beve, regredendo allo stadio infantile. Ma è soprattutto con Bringing up baby (1938), noto in Italia come Susanna! o Susanna e il professore, che Hawks si conquista un posto di rilievo tra i maestri della commedia americana. Il film, capolavoro della screwball comedy (commedia svitata) narra la storia di un timido e impacciato paleontologo, ancora un magnifico Cary Grant, che , alla vigilia del proprio matrimonio, vede la sua vita professionale e sentimentale sconvolta da un’eccentrica ereditiera, una meravigliosa Katharine Hepburn, che usa accompagnarsi con un leopardo. Un susseguirsi di gag e meccanismi comici da manuale, con i due attori a scambiarsi senza soluzione di continuità i ruoli di comico e spalla, fino all’apoteosi del crollo dello scheletro di brontosauro che il timido professore aveva faticosamente ricostruito. Per decenni, Hawks venne considerato niente più che un onesto professionista hollywoodiano. Furono i critici della bibbia del cinema francese, Cahiers du Cinema, a intuirne la grandezza d’autore proprio nella leggerezza, nel non voler mai caratterizzare eccessivamente il film con la sua personale prospettiva, tanto da identificare la sua cifra stilistica nella capacità di rendersi invisibile come regista, nel far fluire il film liberamente, senza particolari marchi di fabbrica. Una doppia curiosità lo accomuna a Charlie Chaplin: l’Oscar alla carriera riparatore, ricevuto nel 1975, e la morte, il 26 dicembre 1977, il giorno successivo a quella dell’inventore di Charlot.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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