L’ULTIMO SANREMO DELL’UMANITA’ #sanremo #festival #fabiofazio #littizzetto

sanremo 2013

Sarebbe meglio che fosse l’ultimo, questo Sanremo 2013! Si, perchè è meglio uscire di scena dopo aver realizzato il massimo possibile, piuttosto che esporsi a rovinose cadute di stile o impopolari ulteriori accanimenti di sperimentazione e ricerca.

Questa edizione ha realizzato l’irrealizzabile: un equilibrio al massimo livello possibile tra evento televisivo e qualità musicale. Oltre questo, ci sarebbe da rimuovere, non semplicemente spolverare, il conformismo; ma, rimuovendo il conformismo, verrebbe a mancare ciò che ad esso è correlato: la popolarità, unico motivo per cui Sanremo ha ancora ragione d’essere, dato che popolarità significa pubblicità, unica fonte di sostentamento del festival.

Così è: ad un festival inappuntabile dal punto di vista tecnico ed estetico, l’unico appunto da potersi fare è il conformismo, non più patente, ma latente, sotto le mentite spoglie dell’alternativismo. Unica eccezione, manco a dirlo, gli Elio e le storie tese, autori di due opere tascabili, particolarmente Canzone mononota, degne definitivamente del maestro Frank Zappa.

Un’altra menzione e poi chiudo: il gruppo Blastema, aldilà del brutto nome un po’ bimbominkia e di una buona dose di conformismo alternativo, si sono dimostrati in grado di tenere botta nei confronti delle più blasonate band post-rock anglofone. Per la provincialissima Italia, una grande novità. Staremo a vedere.

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2 risposte a L’ULTIMO SANREMO DELL’UMANITA’ #sanremo #festival #fabiofazio #littizzetto

  1. loscalzo1979 ha detto:

    sono sincero: Sanremo l’ho seguita solo due volte nella vita e sempre per la presenza di Elio & le Storie Tese, quella di quest’anno è stato una di quelle musicalmente più belle, con i pezzi di Elio, Malika, Cristicchi e quelli gradevoli di Gazzè, Silvestri e dei Marta sui Tubi.

    Peccato che abbia vinto uno come Mengoni

    • albertomassazza ha detto:

      Io non lo seguivo da anni. I nomi che hai fatto sono tutti degni, il problema è che per presentarsi a San Remo devono tutti conformarsi, almeno che uno non decida, se ne ha la possibilità, di non dare punti di riferimento, come Elio. I Marta sui tubi, gruppo che apprezzo anche se non è molto nelle mie corde, hanno voluto inseguire lo stile dei Negroamaro, senza cedere però all’epica sentimentale, anzi restando fedeli al loro stile intellettuale e esistenziale, ma l’esperimento non è riuscito.

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