2013: UNA DONNA AL QUIRINALE? #capodellostato #quirinale #colle #elezionipolitiche

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Dieci mesi fa, rispondendo ad una studentessa, Napolitano esprimeva l’auspicio per l’elezione di una figura femminile al Quirinale. Evidentemente, il Capo dello Stato voleva dar voce a un’idea che si stava facendo strada in Parlamento, rafforzandola.

Ma quali sono le donne della politica italiana che possono ambire al Quirinale?

Il profilo più adatto è sicuramente quello di Tina Anselmi, capace di raccogliere consensi trasversali e unanimi. Ma l’età avanzata (86 anni il prossimo 25 marzo) potrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, anche in previsione di un settennato molto impegnativo e dinamico, visto l’ineluttabile carattere riformista della prossima legislatura.

Il Pd, verosimilmente azionista di maggioranza del prossimo Parlamento, potrebbe avanzare due candidature: Anna Finocchiaro e Rosi Bindi. La prima ha un profilo istituzionale più adatto, ma l’appartenenza alla stessa tradizione politica dell’attuale Presidente, rendono problematica una larga convergenza sul suo nome. Aspetto tutt’altro che secondario, dato che sarebbe auspicabile, visti i tempi di crisi delle isituzioni, un’elezione alle prime 3 votazioni, che prevedono la maggioranza dei 2/3 delle camere riunite, con l’aggiunta dei delegati regionali. In questo senso, Rosi Bindi, portatrice di una tradizione cattolico-sociale, potrebbe essere in grado di far convergere consensi sufficienti.

Il governo Monti ha fatto emergere due personalità con le caratteristiche idonee: Paola Severino e Anna Maria Cancellieri, entrambe in grado di stabilizzare i rapporti parlamentari tra il centrosinistra e i montiani, nella prospettiva di una collaborazione proficua sulle riforme tra i due schieramenti parlamentari.

Tra le outsider, pare tramontata l’ipotesi Emma Bonino, dati i problematici rapporti tra il Pd e i Radicali nella legislatura che si sta concludendo, mentre un’altra papabile, Adriana Poli Bortone, dovrebbe avere la strada sbarrata dal coinvolgimento in indagini della Corte dei Conti.

Ad ogni buon conto, l’ipotesi che il prossimo capo dello Stato possa essere una donna è tutt’altro che remota; anzi, la necessità della politica di dare segnali forti di discontinuità per recuperare credibilità, la fa apparire come la più probabile.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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