ARANCIONE, UN FILM GIA’ VISTO #rivoluzionecivile #ingroia #sinistra #elezionipolitiche

ingroia

Inutile: c’è chi ci prende gusto a sbattere la testa al muro. Prendete la Lista Arancione capeggiata dall’ingenuo giacobino Antonio Ingroia e sostenuta dalla galassia antagonista più o meno di sinistra (loro si definiscono più di sinistra degli altri, se non gli unici di sinistra, ma poi, tra gli altri, spunta sempre il Tonino nazionale, che di sinistra ha solo la credibilità). Un conglomerato di duri e puri messo su in fretta e furia per evitare che il terreno gli franasse sotto i piedi e per arrivare all’ennesima sfida all’ok corral con quel maledetto centrosinistra (finalmente credibile!), a sentir loro, venduto al padrone borghese e traditore di quel mostro mitologico che risponde al nome di proletariato.

A parte che in queste liste ci sono il suddetto ex pm di Montenero di Bisaccia e il segretario di rifondazione comunista Ferrero, i quali condivisero il governo del 2006 col noto paladino della gente onesta Clemente Mastella, io mi chiedo: ma sono proprio sicuri che Italia bene comune  sia meno a sinistra dell’Ulivo prodiano ultima versione? Ma quando inizieranno a capirlo che con la rivoluzione proletaria, la retorica del fiscal compact, i complottismi vari si raccoglie a malapena qualche decimale di voti, per giunta da conquistarsi lottando col coltello tra i denti contro i maestri del populismo Grillo e Berlusconi? O pensano di poter erodere un consenso costruito sulla partecipazione, legittimato da primarie, parlamentarie e collegio dei garanti, giurando e spergiurando sulla loro diversità antropologica? Credono veramente di essere giudicati affidabili, deresponsabilizzandosi e accusando tutti gli altri di essere il male assoluto?

Si lamentano di essere boicottati dai mass-media, intanto uno dei quotidiani più seguiti, sia on line che in cartaceo, da un mese va avanti ad incensarli, mostrando di avere la vista di falco per le pagliuzze degli altri e quella di talpa per le travi loro e dei loro cugini grillini. Poi, quando rimediano una magra figura in prima serata Rai, accusano la giornalista di essere in combutta con Nosferatu, come nella migliore tradizione berlusconiana e grillina. A proposito, consiglio a Ingroia di andarsi a rivedere la reazione di D’Alema a una simile impertinenza di Sallusti, in un Ballarò di alcuni anni fa: c’è sempre da imparare, anche dagli inciucioni.

Arancione è un film già visto e non si tratta di un inedito Kieslowski ritrovato, ma di altre fallimentari operazioni politiche, prima iridate, ora monocolore. Allora, il fallimento fu da addebitare, almeno in parte, alla scellerata vocazione maggioritaria di Veltroni; oggi, si vuole ripetere, su scala nazionale, quanto avvenuto tre mesi fa in Sicilia, con la sinistrapiùsinistraditutti allargata a Sel che, partita per fare la rivoluzione civile, si ritrovò senza l’ombra di un rappresentante a Palazzo dei Normanni. Arancione, ripeto, è un film già visto ed il finale lo si conosce già.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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4 risposte a ARANCIONE, UN FILM GIA’ VISTO #rivoluzionecivile #ingroia #sinistra #elezionipolitiche

  1. Roberto Orlandini ha detto:

    “legittimato da primarie, parlamentarie e collegio dei garanti” non ti sembra un po’ poco per legittimare un consenso, sia pur costruito sulla partecipazione?
    Non sarebbe meglio averlo legittimato “prima” con Berlusconi e Monti al governo, facendo una vera opposizione e non una opposizione cosiddetta “responsabile”?.
    Roberto

    • albertomassazza ha detto:

      a te può sembrare poco, a me sembra molto di più di quanto dimostrato dagli altri, arancioni compresi. Tutta qui la questione, una differenza di prospettive, il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno: io, pessimista cosmico, non so perchè, da un po’ di tempo lo vedo mezzo pieno.

  2. marco ha detto:

    leggitimato da un collegio il cui presidente e la responsabile garanti di torino sono dei condannati hahahah con una sequela di nomi infilati dentro le liste dopo le primarie in posizioni di prima fila mandando la finocchiaro a taranto e la bindi a reggio calabria no comment davvero , un pd credibile con dentro 500 persone tra condannati indagati e rinviati a giudizio , un pd credibile con candidati che vanno dall operaio al presidente di confindustria il quale a suo tempo affermò che la riforma fornero dell’articolo 18 era troppo morbida, con dentro gente che va dall’estremismo cattolico ai matrimoni gay , e che cerca una sponda da Monti casini e fini e da dei fascisti agli altri , casini poi il peggio che si sia mai visto nel panorama politico italiano , no comment davvero guarda io votavo per capanna poi dopo manipulite ho smesso di votare , ora voterò ingroia in seconda battuta m5s, ma se non ci fossero e fossi costretto al voto pdl tutta la vita piuttosto che ridare l’italia in mano a monti e a quella nullità di bersani , legati a doppio filo al sistema bancario e alle corporazioni , almeno col nano uno so con chi ho a che fare e posso cercare di difendermi , due è un mafioso che si fa i cazzi suoi e si preoccupa di se stesso , ma gli altri 2 ci venderebbe come schiavi all’europa senza se e senza ma

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