ISTINTO E COSCIENZA, NATURA E CULTURA: DICOTOMIE E PARADOSSI #scienza #antropologiaculturale #uomo #natura

uomo vitruvio

La visione antropocentrica che ha dominato il cammino della conoscenza, posizionandola in una dimensione altra rispetto alla natura, ha basato questa convinzione sulle dicotomie, apparentemente inconciliabili, di istinto e coscienza e di natura e cultura. La prospettiva teleologica che riconduceva ogni comportamento umano, consapevole o inconsapevole, a una finalità superiore si è avvalsa di queste dicotomie per conquistarsi una credibilità indiscussa nel corso dei secoli.

Questo sistema è entrato definitivamente in crisi nel ‘900, con l’affermarsi del relativismo come metodo di conoscenza capace, lungi dalle semplificazioni maliziose dei suoi detrattori, di offrire un punto di vista il più aperto e comprensivo possibile sui fenomeni. Il rifiuto di ogni assolutizzazione della conoscenza ha determinato un enorme allargamento del campo di indagine cognitivo, manifestatosi nell’epifenomeno dell’esplosione del progresso tecnologico.

Gli stessi dogmi dicotomici sui quali si è retto il sapere sono stati messi in discussione dall’apertura a 360° della prospettiva cognitiva. Da una parte, si è osservato come il concetto di cultura, pur rimanendo preponderatamente legato al genere umano, non gli sia esclusivo. Ad esso concetto, difatti, si possono ascrivere comportamenti più genericamente animali, come il linguaggio e le sue variazioni in relazione all’ambiente, le regole che ordinano le gerarchie del gruppo, la capacità di numerose specie di utilizzare strumenti terzi nelle abituali funzioni fisiologiche, come l’uso di oggetti per costruire nidi o altro, per spaccare involucri o per estrarre da cavità il cibo.

Da un’altra parte, lo stesso concetto di cultura può essere considerato istintivo, nel senso che è innato il bisogno (ossessivo, nella specie umana) di accumulare conoscenza per un sempre migliore e più confortevole adattamento all’ambiente. Sotto questa luce, il concetto di coscienza  appare come la coperta troppo corta con la quale si è voluto proteggere il dogma dell’esclusività umana come dimostrazione del privilegio divino dell’uomo. Ma la vera coscienza che fa emergere l’uomo sul resto della natura non è affatto la capacità di discernere tra il bene e il male, capacità insita nell’istinto non solo animale, ma oserei direi di tutto il mondo organico e che, anzi,  proprio nell’uomo appare spesso più labile; no, il tratto distintivo è lo sviluppo diacronico della coscienza umana, capace di comunicare ben oltre la trasmissione generazionale dei dati.

La stessa dicotomia tra naturale e sintetico che si ha nel campo della produzione,  è portatrice di un paradosso, dal momento che tutto ciò che chiamiamo naturale è pur sempre prodotto di una trasformazione e tutto ciò che chiamiamo sintetico, finanche il prodotto più sofisticato, ha, come punto di partenza, la natura, organica o inorganica che sia.

Annunci

Informazioni su albertomassazza

nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
Questa voce è stata pubblicata in libero pensiero. Contrassegna il permalink.

2 risposte a ISTINTO E COSCIENZA, NATURA E CULTURA: DICOTOMIE E PARADOSSI #scienza #antropologiaculturale #uomo #natura

  1. pronihilo ha detto:

    L’ha ribloggato su Sestante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...