DISARMO E DISAGIO #newtown #strage #follia #armi

L’ultima strage americana, se possibile ancor più scioccante perché avvenuta in una scuola elementare, riporta al centro dell’attenzione il problema della facilità di detenere legalmente le armi negli Stati Uniti. L’educazione alle armi del killer, ricevuta da una madre, prima vittima della strage, smodatamente appassionata e detentrice di un vero e proprio arsenale, porterebbe a circoscrivere le cause del massacro in questa sfera, individuando in questa insana cultura, che vede le armi come indispensabile mezzo di protezione e non come strumento di offesa, l’humus ubertoso in cui inevitabilmente germoglia la follia stragistica. Mai, come in questo caso, le relazioni tra la cultura delle armi e il massacro sono apparse così inequivocabili.

Ma proprio quando le cause appaiono così palesi, è necessario non fermarsi all’individuazione del nesso più evidente. D’altronde, anche paesi scevri in buona parte di una tale cultura delle armi, come Norvegia, Francia e Germania, sono stati, più o meno recentemente, scenario di stragi simili. Allora, forse è necessario focalizzare l’attenzione anche su un altro punto, che accomuna queste stragi ad episodi di violenza più circoscritti, come gli ambiti familiari o vicinali: il disagio. La società del benessere è portata a considerare il disagio come altro da sé; di conseguenza, lo decontestualizza dall’ambiente in cui si manifesta e tende ad analizzarne la manifestazione in maniera parziale, se non superficiale, temendo che una ponderata analisi nei canoni  di causa ed effetto, di fatto, implichi una delegittimazione della società stessa. Il disagiato (e non mi riferisco esclusivamente agli affetti da patologie del disagio vere e proprie) viene inquadrato genericamente come timido, introverso, solitario o, al limite, strano e ne si accettano le particolarità, finchè il suo comportamento rimane nell’alveo delle comuni regole sociali. Il problema è che quando esce dall’alveo, ci si ritrova direttamente coi massacri davanti agli occhi, senza che ci sia stato alcun campanello d’allarme preventivo.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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