TIM BUCKLEY, L’ESCLUSIVO ESCLUSO #folkrock #jazzrock #psychedelia #sperimentazione

tim buckley

Tim Buckley ha attraversato in pieno l’epoca d’oro del rock, quel periodo compreso tra il 1965 e il 1975 in cui questo genere popolare ha avuto l’apporto di molti tra i migliori talenti musicali in assoluto del tempo, trasformando un fenomeno giovanile e giovanilistico in una delle pagine musicali e culturali più importanti del XX  secolo. Tim è stato sicuramente uno degli elementi dal talento più cristallino di questo periodo evolutivo del rock, sin dal suo omonimo album d’esordio, appena diciannovenne, nel quale l’originalissima vena compositiva, supportata dalla poesia di Larry Beckett e da un gruppo di validissimi musicisti, si sviluppava in una pletora di direzioni, dal folk moderno al medioevale, dal jazz al soul, dalla psychedelia al progressive, il tutto amalgamato da un genuino spirito rock e da una voce in costante dilatazione e sperimentazione.

I successivi 3 album vedevano raffinarsi ulteriormente il suo proteiforme stile, preparando la svolta di Lorca e Starsailor, quinto e sesto album, nei quali Buckley metteva da parte ogni minima concessione all’intrattenimento, per abbandonarsi a una sperimentazione totale, introspettica e visionaria, prima ancora che formale. Ne risultavano 2 opere in grado di staccarsi completamente dall’orizzonte della musica di consumo, per entrare a pieno titolo in quello della musica colta.

Ma l’esclusività veniva pagata in termini di consenso, non garantendo a Tim una stabilità economica in grado di aiutarlo a combattere il suo nemico più feroce, la dipendenza da eroina. Così, nei successivi tre album tentava un compromesso con il successo, virando progressivamente verso il pop, con esiti inadeguati: la validità tecnica era resa goffa dal conformismo creativo, rendendo il prodotto poco credibile anche dal punto di vista commerciale.

Un’ultima ricaduta nell’eroina e Tim Buckley moriva in overdose a 28 anni, troppo esclusivo anche per l’esclusivo club 27, il Pantheon dei martiri rock, morti nel loro ventisettesimo anno.

Ancora oggi, il più delle volte, o lo si ignora o lo si ricorda come padre (assente) di Jeff Buckley.

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