#PRIMARIE IN #UMBRIA: DEMISTIFICAZIONE DI UN #RITORNELLO #RENZIANO #pb2013 #adesso

Il ritornello con cui il sindaco fiorentino si appresta ad affrontare il ballottaggio è chiaro: chi vuole la conservazione dell’apparato voti pure Bersani; chi vuole il rinnovamento, voti me.

Se Renzi ha vinto nelle regioni rosse, si è detto, significa che la base non ne può più dell’apparato: sintesi ineccepibile, se si fosse trattato di elezioni politiche o amministrative. Ma alle primarie ha partecipato solo una parte selezionata, circa un elettore su 5, forse meno, del potenziale elettorato di centrosinistra, quella parte che si è sentita più coinvolta nella scelta, in buona misura quella più legata all’apparato. Ma allora, che è? L’apparato si è ribellato a se stesso?

A questo proposito, appare esemplare il risultato in Umbria, la regione dove l’apparato è più arroccato, almeno per quanto riguarda la provincia di Perugia, mentre a Terni, perlomeno nell’ultimo decennio, il partito si è dimostrato ben più dinamico. In tutta la regione hanno votato poco più di 74.000 elettori, oltre tre quarti dei quali nella provincia di Perugia, rispettando grosso modo il rapporto con la popolazione. A Perugia e provincia ha vinto Renzi, il quale ha superato il 50% a Perugia città, il fortino dell’apparato; a Terni e provincia il dato si è completamente capovolto, con Bersani avanti di oltre 10 punti. Sia detto che la dirigenza umbra si è schierata, sulla carta, quasi unanimamente per Bersani; quindi, i conti non tornano e non possono tornare con la mistificazione che la base si è ribellata, perchè buona parte di quei 74000 elettori sono legati a doppio filo con l’apparato; quindi, se hanno votato in quel modo, ci dev’essere stata l’indicazione almeno da una parte della dirigenza di votare così, nonostante le dichiarazioni ufficiali.

Resta da capire perchè almeno una parte dell’apparato ha spinto per il voto a Renzi come resta da capire come mai nelle regioni del sud, dove l’apparato è meno radicato e più forte il voto di opinione, Bersani non ha vinto, ma stravinto.

Insomma, parafrasando una metafora renziana, il ritornello “Renzi il rinnovamento, Bersani l’apparato” può essere buono per vincere San Remo, ma non per avere il premio della critica.

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nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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