#LACRIMOGENI DAL #MINISTERO: CUI PRODEST? #severino #cancellieri

Una legittima ondata d’indignazione si è levata per il video che mostra dei lacrimogeni venire giù dalle finestre e dal terrazzo del ministero della giustizia durante la manifestazione di mercoledì scorso. Peccato che questa ondata di indignazione si sia riversata sui naturali capri espiatori, le titolari dei ministeri degli interni e della giustizia, senza prima porsi delle domande fondamentali per chi vuole capire la dinamica delle cose, oltrepassando la tentazione di utilizzare il fatto inaudito al solo scopo di strumentalizzarlo: a chi giova l’accaduto? Chi può essere stato in grado di organizzarlo?

Alla prima domanda si può facilmente rispondere: il fatto giova a chi vuole innalzare il livello dello scontro, destabilizzando le due titolari dei ministeri, le quali, più che responsabili , a mio parere sono i primi bersagli dell’azione terroristica. Chi ha lanciato quei lacrimogeni sapeva benissimo che sarebbe stato ripreso da qualcuno dei migliaia di potenziali reporter che manifestavano, dunque il suo intento, perfettamente riuscito, era quello di mostrare un atto ingiustificabile e di farlo passare come organico all’azione istituzionale delle forze dell’ordine. In realtà,  il fatto non ha nulla a che fare neppure con gli eccessi repressivi che si sono visti durante gli scontri, ma occorre assolutamente isolarlo dal contesto.

Detto il perchè, occorre ragionare su chi può avere organizzato l’azione terroristica. La Severino non può essere considerata responsabile a priori di un atto accaduto all’interno dell’edificio del Ministero di cui è titolare: prima di lei, andrebbero chiamati in causa portieri e servizio d’ordine dello stabile, i quali devono essere per forza a conoscenza di chi è entrato in quelle stanze e salito nel terrazzo per lanciare i lacrimogeni. Questi terroristi, chiamiamoli per nome, per aver avuto accesso indisturbato alle stanze, non possono di certo essere comuni cittadini, ma operatori ben addentro alle questioni riguardanti l’ordine e la sicurezza. Chi ha dato l’ordine di compiere l’attentato (di questo si tratta) non può che essere qualcuno che ha avuto a che fare con il governo dello stato e che gode ancora della fedeltà di settori teoricamente preposti alla sicurezza, servizi segreti o forze dell’ordine che siano.

Ecco: a me viene in mente un solo nome ma ve lo lascio immaginare.

Informazioni su albertomassazza

nessuna pretesa di verità, ma aprire qualche finestra
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